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    Incontro pubblico su Julius Evola a Latina

    di redazione Puntozenith on Dicembre 10,2011

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    GIOVEDI 15 DICEMBRE, ALLE ORE 18.30

    PRESSO L’ASSOCIAZIONE PASSEPARTOUT

    VIA FILIPPO CORRIDONI, 78

    (PIAZZETTA QUARTIERE NICOLOSI)

     

    GIANFRANCO DE TURRIS

                               http://youtu.be/FF58Nr31tK4

     

     

    INTRATTERRA’ SUL TEMA

    JULIUS EVOLA

     


    L'Associazione Culturale Passepartout prosegue nella sua attività culturale e presenta il terzo appuntamento del ciclo Laboratorio; giovedì 15 dicembre presso i locali della sede associativa in via Filippo Corridoni 78 (piazzetta quartiere Nicolosi) avrà luogo un incontro sul tema Julius Evola che sarà introdotto e spiegato al pubblico dal Professore Gianfranco De Turris, considerato il più importante studioso del noto filosofo tradizionalista.

    Passepartout intende con questa iniziativa far riscoprire al pubblico l'opera di Evola, uno dei più importanti intellettuali italiani ed europei dello scorso secolo, la cui attività ha subito da sempre una sorta di ostracismo preconcetto.

    Invece Giulio Cesare Andrea (Julius) Evola, nato a Roma il 19 maggio 1898 da famiglia siciliana di nobili origini, è un intellettuale dagli interessi vasti ed intriganti.

    E' considerato il più importante esponente italiano del Dadaismo, notevole, a questo proposito, l'incontro epistolare con Tristan Tzara; nel corso del secolo scorso i suoi quadri vengono esposti a Roma e a Berlino, collabora alle riviste Bleu e Noi, elabora testi teorici tra i quali: Arte Astratta(1920), definito da M. Cacciari "uno degli scritti filosoficamente pregnanti delle avanguardie europee"; scrive poemi e poesie: La parole obscure du paysage intérieur(1921). Un suo quadro "Paesaggio interiore ore 10.30" è esposto attualmente presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna a Roma.

    Iscrittosi alla facoltà di Ingegneria, giunto alle soglie della laurea, vi rinuncia per disprezzo dei titoli accademici. Il suo ampio lavoro filosofico iniziato nelle trincee del Carso, dove è impegnato come ufficiale d'artiglieria, formatosi sulle opere di Nietzsche, Michelstaedter e Weininger, si presenta come un superamento dell'idealismo classico ed è raccolto essenzialmente in tre opere: Saggi sull'Idealismo Magico(1925); Teoria dell'Individuo Assoluto(1927); Fenomenologia dell'Individuo Assoluto(1930). La sua attività attira l'attenzione di Giovanni Gentile e Benedetto Croce; scrive alcune voci dell'Enciclopedia Treccani.

    Contemporaneamente scopre le dottrine di realizzazione estremo-orientali, cura una versione italiana del Tao-tê-ching: Il Libro della Via e della Virtù(1923) e pubblica la prima opera italiana sui Tantra: L'uomo come Potenza (1926). La sua indagine sulle forme di realizzazione interiore si snoda attraverso varie opere che si occupano di alchimia: La Tradizione Ermetica (1931), di neo-spiritualismo: Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo (1932), di leggende cavalleresche ed esoteriche: Il Mistero del Graal (1937) intese come vie iniziatiche occidentali, l'ascesi buddhista: La Dottrina del Risveglio (1943). Fa conoscere in Italia autori come Spengler, Guénon, Meyrink, Bachofen.

    La scarsa conoscenza di Julius Evola in Italia è dovuta però, soprattutto, ai suoi rapporti con il Fascismo ed il Nazionalsocialismo, che hanno portato ad un vero e proprio boicottaggio da parte della cultura imperante. In realtà, seppure Evola fosse attratto dagli aspetti più riformatori dei due movimenti, ebbe sempre con essi un rapporto contrastato. E' uno dei pochissimi italiani che non ebbe mai la tessera del P.N.F.; stigmatizzò i rapporti tra fascismo e cristianesimo: Imperialismo Pagano (1928);  fondò il quindicinale La Torre (1930) che fu chiuso d'autorità per le sue interpretazioni troppo eterodosse; respinse ogni teorizzazione del razzismo in chiave esclusivamente biologica: Il Mito del Sangue (1937). Alla base della sua Weltanschauung antimoderna, antimaterialista, antiprogressista, che gli faceva criticare sia bolscevismo che americanismo, considerati due facce della stessa medaglia, c'è Rivolta contro il Mondo Moderno (1934), la sua opera più importante e famosa, ampio panorama della civiltà tradizionale contrapposta alla civilizzazione contemporanea. "Dopo averlo letto ci si sente trasformati" scrisse Gottfried Benn, che ne curò anche la traduzione tedesca (1935). In quel periodo sviluppa anche contatti personali con ambienti intellettuali europei tenendo molte conferenze, soprattutto in Germania (Berlino), e viaggiando nella Mitteleuropa (Vienna, Praga, Bucarest, Budapest).

    Lascia definitivamente Roma quando gli americani entrano nella capitale (4 giugno 1944). Nel 1945, a Vienna, poco prima dell'ingresso dei sovietici, si trova coinvolto in un bombardamento e, in seguito ad una lesione al midollo spinale, subisce una paresi permanente agli arti inferiori. Rientra in Italia nel 1948 ed è ricoverato a Bologna, riprende le collaborazioni giornalistiche che gli procureranno anche una avventura giudiziaria da cui uscirà completamente scagionato (il cosiddetto "processo dei FAR", 1950-51).

    Nel dopoguerra, che sempre più Evola vede come espressione dell'età ultima il Kali-yuga o era oscura, scrive opere con l'intento di essere guide: l'opuscolo Orientamenti (1950) che contiene in nuce tutte le posizioni poi sviluppate in tre libri successivi; quelle sulla politica in Gli Uomini e le Rovine (1953), sull'erotismo in Metafìsica del Sesso (1958) e sugli orientamenti esistenziali in Cavalcare la Tigre (1961).

    Pochi mesi prima della morte (11 giugno 1974) detta lo statuto della Fondazione che porta il suo nome e della quale Gianfranco De Turris, che ci guiderà alla scoperta di Julius Evola, è stato il Presidente ed è tuttora il segretario.

    Nel suo testamento stabilisce di essere cremato. Le ceneri, secondo quanto scritto nelle sue ultime volontà, vengono consegnate alla guida Eugenio David suo compagno di scalate tanti anni addietro, una parte delle ceneri del Maestro sono seppellite in un crepaccio del Monte Rosa, le altre vengono lanciate al vento.

    I suoi saggi e i suoi libri sono stati tradotti e pubblicati in Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Svizzera, Gran Bretagna, Russia, Stati Uniti, Messico, Canada, Romania, Argentina, Brasile, Ungheria, Polonia, Turchia.

    L’appuntamento, imprendibile, è quindi per giovedì 15 dicembre alle ore 18,30 presso l’Associazione Passepartout che ha sede a Latina in via Filippo Corridoni, 78

     

    Come nella filosofia di LABORATORIO, dopo una breve introduzione, Il Professor De Turris risponderà alle domande del pubblico.

     

    In allegato la locandina dell'evento ed il link su Youtube per un piccolo filmato di introduzione a cura

    dell'Associazione Culturale Passepartout

     

    PASSEPARTOUT

    Associazione Culturale

     


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