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    Trattato di Lisbona

    di Nefer nefer on Giugno 27,2008

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    Grazie Irlanda che hai detto no al Trattato di Lisbona! Non è questa l’Europa dei popoli che auspichiamo

     La canzone  trasmessa dagli eurocrati è sempre stata  la stessa: 'Nessuna perdita di sovranità, è buono per la gente, è buono per l'economia eccetera eccetera'. Ma, scusatemi, se uno Stato nazione sovrano non controlla più la sua economia, difesa, sistema di giustizia e politica interna, cosa gli rimane di sovrano? NULLA!  ! Il popolo deI  Paesi d’Europa, eccetto l’Irlanda,  non ha nemmeno il diritto a di decidere se vuole cedere la propria sovranità…


    Nonostante la loro martellante  propaganda, gli eurocrati   hanno ricevuto due smacchi: prima la Costituzione Europea (bocciata!) e poi la sua versione camuffata e sco- rretta: Trattato di Lisbona (di nuovo bocciata dal popolo).
    Il popolo irlandese, l’unico e solo  che ha avuto la possibilità di esprimersi, ha detto NO.
    Gli euro-tiranni si rendono ben conto che non riescono a “vendere”  il loro prodotto adulterato ai cittadini.
    La sinistra al caviale trans europea mostra   la sua spocchia e guarda il popolo dall’alto in basso…. La  destra mercatista, all’unisono con la sinistra radical-chic,   obbedisce agli ordini che vengono dal Bilderberg, dai poteri forti che impongono ed ordinano ai loro “camerieri” di ratificare, ratificare, ratificare e soprattutto di non fare referendum !

    Non crediamo che la casta dei banchieri e dei burocrati, che governa l’Europa,  desisterà dall’applicazione di un modello funzionale ai suoi interessi siamo sicuri che persevereranno nel cercare di riproporlo ed imporlo con ogni mezzo. A spingere fortemente in questo senso,  è  il dominus  vero: la Banca centrale europea (Bce),un ente di diritto pubblico solo nella forma, ma nella realtà dominato dalle banche private. Deus ex machina che  impone, agli stati membri, la politica monetaria e finanziaria, e praticamente “fa” e “disfa” la politica economica continentale, con la più completa discrezionalità.


    Però è anche vero, che questa nuova bocciatura di popolo sottolinea, con forza, l’esistenza di un’Europa che ha ben altri programmi, con la quale banchieri  ed euro- faccendieri, che ora vogliono restare sordi e ciechi,  saranno comunque prima o poi costretti a confrontarsi.
    La costruzione dell’Europa dei popoli  passa per la libertà data ai cittadini di esprimersi. l’Europa delle caste che nega questo diritto,  non ha legittimità agli occhi della gente e sarà sempre percepita come oppressione burocratica e non come germoglio di nazione. Il progetto delle oligarchie dominanti, di cui i governi nazionali si sono dimostrati maggiordomi, è la creazione di un minestrone nato dall’annientamento delle sovranità nazionali per poter  imporre lacci e normative  sempre più pesanti , a seconda dei dettami dei padroni transcontinentali e della loro visione mercatistica. Nessuno di loro si pone l’unico obiettivo sano:  difendere l’Europa e la sua economia dagli attacchi di chi produce senza regole e di combattere la crisi finanziaria ,in cui la globalizzazione ha trascinato l’intero continente,  con un piano europeo di investimenti pubblici e privati in settori strategici per lo sviluppo e per la difesa del welfare. L'Unione Europea, così come è diretta adesso, non è rivolta agli interessi dei popoli europei ma è una pedina del  governo mondiale, auspicato dai soliti noti. Questa oligarchia che vuole esautorare il Parlamento europeo da ogni potere, è contro l’Europa e non cercherà di salvarla da un destino di decadenza.
     Il minestrone che lor signori stanno creando, porterà, infatti,  ulteriore impoverimento con l’introduzione, a tamburo battente di regole assurde, inapplicabili ed unilaterali che non permetteranno al lavoro ed alla creatività europee di competere in un mercato assolutamente destrutturato che se ne infischia  di qualsiasi norma. Di certo non  costruirà una Nazione paneuropea, sincretica e rispettosa di tutte le  sfaccettature culturali dei popoli che la compongono,  che obbligatoriamente dovrebbero essere quelli che vanno da Dublino a Vladivostok e  quindi comprendere anche la Russia.
    Ed invece, nella realtà,  la politica di accerchiamento della Russia,  sostenuta anche dagli eurocrati è un grande pericolo e molti sostengono possa essere  una potenziale causa di una guerra mondiale.
    Molti dei leaders politici dei differenti stati dell’Unione,  sono orientati all’idea del Governo Unico Mondiale mercatista e vedono un'Europa Federale  solo come evoluzione necessaria verso questo scopo.

    Il modo in cui il loro “prodotto Europa” viene pubblicizzato agli occhi dell’opinione pubblica è che essa  deve diventare forte, diventare protagonista, per  contenere, la politica aggressiva americana: nulla di più falso! Non è questo che vogliono!  Ciò è sempre stato smentito dai fatti,  dato che, davanti alle pressioni americane, l’Eurocrazia si è  adeguata a tutte le richieste: bombe su Belgrado, riconoscimento del Kosovo (quando molti stati membri erano in disaccordo), maggior coinvolgimento in Afghanistan etc…… Alla chetichella, di nascosto, la casta  eurocrate  ha voluto mandare a monte un'intera tradizione secolare giuridica che viene dal Trattato di Westfalia.

    Ma lo sapete che  il Trattato di Lisbona reintroduce anche la pena di morte, dalla porta di servizio, per così dire?  Non solo in caso di guerra, anche  per altri motivi, senza alcuna definizione precisa  dei reati da punire con la pena suprema. Si fa riferimento a «disordini» eventuali che potrebbero raggiungere un’intensità tale da far sospendere l’abrogazione della pena di morte… Quali tribunali la irrogheranno? Tribunali speciali? Con quali garanzie?A chi vorranno tappare la bocca? E allora potrà  accadere che  una serie di proteste di popolo sgradite ai padroni del vapore venga giudicata come «insurrezione», passibile di morte? Pericolo molto grave! Inaccettabile, davvero.

    Su tutte queste cose, interroghiamoci profondamente e cerchiamo, ora di rendere pubbliche le nostre  proposte per  delineare , invece, l’Europa che vorremmo.
    Non c’è davvero tempo da perdere mettiamoci tutti al lavoro.

        Nefer


     


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