News
Categorie
L'AQUILA E IL CONDOR - Presentazioni Editoriale Attivita Cultura Globalizzazione Ecologia Economia Documenti Finanza
  • » Glossario Finanza
  • Opinioni e Proposte Giustizia Attualita Multimedia-TV
  • » Video
  • » TV
  • Recensioni Radio PuntoZenith Cinque per mille Storia Nascosta (cose mai dette) La Palestina: le ragioni di un conflitto Posta elettronica Note Legali


    email Invia un' email ad un amico | print Versione stampabile |

    Che cos' e' la cultura?

    di Lo Smeriglio on Giugno 26,2007

    image

     

    CHE COS'E' LA CULTURA?

    Scrivendo la celeberrima lettera a Picot, suo traduttore in francese, il filosofo Descartes descrive la filosofia come un albero, le cui radici ed il tronco ed i rami sono le varie scienze. Insomma l'albero e' l'immagine della cultura nel suo diversificarsi in forme specifiche di rappresentazione.

    nel 1929, tenendo la prolusione dal titolo "Che cosa e' la metafisica?" all'uniniversita' di Friburgo, Martin Heidegger riprende l'immagine cartesiana e si chiede di che natura e' il terreno dove affondano le radici che, in quanto si nutrono del terreno stesso e in esso si radicano, tanto consentono al tronco e ai rami di ergersi e fiorire e fruttificare. E tanto l'albero appare maestoso, tanto sembra essere lontano dalle radici celate al fondo della terra.

    Questo giustifica l'inganno di tanta cultura che cultura non e' e di tante progettualita', grandiose nella proposta ed effimere nella realizzazione e durata.

    Ecco: di alberi ne prendiamo costantemente visione, ma spesso non ci fermiamo a riflettere su cio' che da ad essi la linfa vitale. Altrimenti detto: vengono proposti al nostro sguardo progetti culturali fascinosi ed ambiziosi, ma non la cultura in quanto tale da cui un progetto o piu' progetti non possono sottrarsi quale fondamento originario.

    Dunque si tratta di ricercare non una definizione culturale, di cui certo non fanno difetto scuole o parrocchie di varia natura, ma si tratta di cogliere l'essenza di cio' che si manifesta ed al contempo si sottrae ad ogni definizione. Perche' la cultura non si da': essa e' oppure, quando la si vuole imporre, decade in vanita' ed intellettualismo, che sono pallide ombre, se non mistificazioni consapevoli o meno, della cultura medesima.

    Ci si consenta una semplificazione. L'Infinito di leopardi sono versi che, eternizzando l'esperienza della fuga fallita e la conseguente evasione liberatoria e compensativa nell'immaginario, si ergono a poesia.

    Li abbiamo studiati e interpretati, leggendo note e noterelle, al tempo del liceo. Questo, pero', non ha trasformato in noi l'infinito in cultura, ci ha reso soltanto forse un po' piu' intellettuali. E come cantava anni fa Fabrizio de Andre', "intellettuali d'oggi, idioti di domani...".

    Se, al contrario, avvertiamo che quella siepe e' metafora d'ogni linea del confine, sia esso il piu' distante orizzonte, delimitante uno spazio, anche il piu' esteso ed avvertito universo concentrazionario e, proprio per questo, ci siamo messi in cammino per il suo oltrepassamento - e nulla conta se e' vanita' l'andare oltre perche' ogni linea e' sfuggente e s'apre a ulteriori spazi -, differensiandoci da coloro che nel medesimo spazio si sono bellamente acconciati, allora il "naufragar" e' lo spartiacque tra un tipo umano ed un altro, tra la lcultura autentica ed il "mondo delle chiacchiere" inautentico. Dunque la cultura rappresenta la carne ed il sangue e le ossa dell'uomo nel suo radicamento originario, cioe' nel suo essere e non qualcosa costruito da mode e consumi.

    La cultura e' cio' che traduce, nell'immediatezza del comune sentire, il destino d'un popolo, comunita' o nazione che dir si voglia, non imponendosi quale totalitaria omologazione, ma lasciando al suo interno veicolare le diversita' in modo organico. Come, del resto, fa ogni corpo per sussistere.

    Ne consegue che che non v'e' ambito d'appartenenza od esclusione per la cultura perche' essa sta comunque e nonostante tutto.
    E questo riguarda nella specificita' del singolo argomentare - ne siamo certi - comunque e nonostante tutto, cio' che viviamo ed il nostro parlare di esperienze culturali.Anche in questo nostro andare, ai suoi esordi, promessa e premessa di piu' d'un oltrepasamento

    (Lo Smeriglio)


    3959 numero letture

    Ti e' piaciuto questo articolo?

    1 2 3 4 5 Rating: 4.43Rating: 4.43Rating: 4.43Rating: 4.43Rating: 4.43 (totale 47 voti)

     

     


    Copyright puntozenith.org - Powered by deanetwork -