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    Per l'ex- vice primo ministro dell'IRAQ Tareq Aziz non vale la moratoria della pena di Morte?

    di redazione Puntozenith on Luglio 18,2008

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    Per l'ex- vice primo ministro dell'IRAQ Tareq Aziz non vale la moratoria della pena di Morte?


    Da cinque anni un ex primo ministro di un Paese fondatore dell'Onu - oltretutto gravemente ammalato-è praticamente sotto sequestro e rischia la pena di  morte, dopo un processo senza alcuna garanzia civile e nessun governo protesta ufficialmente!
    Questo è inaudito ed indegno.
    Tareq Aziz vive, da cinque anni,  in condizioni disumane, in una cella,  di cinque metri su tre, dove ha avuto diversi attacchi cardiaci ed dove la Croce Rossa ha avuto pochissimi permessi di incontrarlo.

    E' accusato di aver fatto condannare a morte una trentina di commercianti disonesti, durante il periodo di embargo tra il 1991 ed il 2003, mentre  in Iraq tutti sanno che un ministro di Saddam Hussein non aveva assolutamente il potere né l’autorità di pronunciare tali sentenze di morte.  Solo un Tribunale ha potuto giudicare queste persone ed un magistrato di questo Tribunale ha pronunciato (giusta o sbagliata) la sentenza.


    Il fatto è che ora si sta celebrando un processo farsa, senza garantire i più elementari diritti all'imputato. senza alcun avvocato per la sua difesa, al cospetto dei cosidetti "liberatori", garanti dei diritti civili. Il Tribunale iraqeno  ha dichiarato che Tareq Aziz era intenzionato a difendersi da solo... Secondo la famiglia è totalmente falso.

     Badie Arief Izzat è stato l’unico avvocato autorizzato ad incontrare Tareq Aziz, dopo il suo arresto, nel 2003, da parte delle forze di occupazione americane.L'avvocato iracheno di Tareq Aziz( e la sua famiglia)  sono stati espulsi dal Paese per aver criticato ,davanti alla stampa internazionale, quelli che il legale ritiene procedimenti illegali del Ministero della Giustizia e del Governo iracheno.

    150 avvocati nel mondo hanno dichiarato di voler difendere l’ex Vice primo ministro iracheno e nessuno di questi avvocati è stato autorizzato a recarsi a Baghdad a difenderlo.

    Il suo ex avvocato iraqeno  esiliato ha detto  che, sovente, aveva solo cinque minuti per conferire con il suo cliente, non poteva scambiare con lui biglietti scritti ed era stato avvertito  dal Tribunale che la difesa di Aziz poteva essergli tolta senza alcuna spiegazione. Non si può organizzare una difesa in questo modo, questa è una farsa.

    E' questa la democrazia che il cosidetto mondo politicamente corretto desidera per l'Iraq?

    "Non hanno capi d’accusa seri contro Tareq Aziz, che era un diplomatico, un uomo integro, un uomo di pace. Bisogna allora trascinare le cose in modo che muoia in prigione."afferma ancora il suo ex legale e aggiunge
    "Tareq Aziz sa troppe cose...In Europa e negli Stati Uniti ci sono importanti personalità che non vogliono che Tareq Aziz esca di prigione, potrebbe rivelare cose terribili."

    Per fortuna , almeno, nel marzo 2007, il Gruppo di lavoro della Commissione dei Diritti dell’Uomo a Ginevra, ha redatto un documento, nel quale la detenzione di Tareq Aziz viene considerata arbitraria e in violazione di vari articoli della Convenzione di Ginevra e della Carta dei Diritti dell’Uomo e lo ha inviato al governo iracheno e a quello degli Stati Uniti d’America. Entrambi non hanno mai risposto!

    Stessa sorte ha avuto il messaggio del Patriarca di Baghdad, il Cardinale Emmanuel III Delhi,  che ha scritto al Primo ministro iracheno Al Maliki per sollecitare la liberazione del cristiano caldeoTareq Aziz!
    Ci pare di rivedere un tragico film, visto  più volte: i vincitori che processano i vinti senza dar loro diritto ad una difesa degna di un qualsiasi senso di civiltà....

    Esprimiano la nostra netta condanna per il regime di Baghdad , sotto tutela, che fa condannare a morte dei cittadini iracheni, senza processi legali, senza permettere agli accusati di difendersi e di essere assistiti da un avvocato di propria scelta,  allo scopo di imbavagliare ogni opposizione.


     


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