News
Categorie
L'AQUILA E IL CONDOR - Presentazioni Editoriale Attivita Cultura Globalizzazione Ecologia Economia Documenti Finanza
  • » Glossario Finanza
  • Opinioni e Proposte Giustizia Attualita Multimedia-TV
  • » Video
  • » TV
  • Recensioni Radio PuntoZenith Cinque per mille Storia Nascosta (cose mai dette) La Palestina: le ragioni di un conflitto Posta elettronica Note Legali


    email Invia un' email ad un amico | print Versione stampabile |

    Calendario di alcune Istituzioni e riforme italiane

    di Marina Chantal Rajani on Giugno 22,2007

    image

     

    Mentre, ogni giorno, dobbiamo prendere atto dell’attuale disastrosa crisi delle nostre istituzioni, di cui parla perfino il Presidente della Repubblica (sic), della crescente sfiducia della popolazione nello stato e della strisciante e palese disaffezione degli Italiani per la politica, ci sembra d’uopo, in questo libero spazio di idee e di confronto, cercare di fare una cronologia delle riforme strutturali che sono state effettuate nel nostro Paese e di come sono nate alcune istituzioni, per vedere quali, tra esse, sono ancora in vita, quali siano state superate, cambiate o degradate. Si deve cercare di fare chiarezza, di vedere se la situazione è stata sempre come quella attuale che ci mostra, oltre al malcontento della gente , la crescita di inquietanti poteri occulti meramente economico-finanziari, trasversali ed orizzontali ad ogni istituzione esistente. Dobbiamo risalire a ritroso la nostra storia, per capire se il rapporto della popolazione con le strutture che lo stato andava creando sia stato più partecipativo di quello attuale. Solo conoscendo a fondo le nostre radici, senza pregiudizi, si può progettare il domani. Iniziamo, pertanto, il nostro cammino:



    Assicurazione Invalidità e Vecchiaia. Legge promulgata il 30/12/1923 con RD nr. 3184

    La legge riconosce il diritto alla pensione di invalidità e vecchiaia e rende obbligatoria l’assicurazione a cui concorrono i datori di lavoro ed i lavoratori. Si tratta di una legge che, contrariamente a quanto era avvenuto nel precedente stato liberale, dà maggiore dignità al lavoratore e lo rende padrone del suo destino, consentendogli, dopo una vita di lavoro, di avere la certezza del sostentamento.

    Questa Legge verrà poi completata e resa organica con la fondazione dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Legge del 04/10/1935 con RD nr. 1827). Gli Italiani si trovano, per la prima volta ad avere un ente autonomo e libero da influenze ed interessi privati che , sulla base dei contributi obbligatori versati, garantirà loro il diritto alla pensione e la tutela dello Stato nel caso di invalidità. Purtroppo negli ultimi sessanta anni non possiamo dire che questo ente sia rimasto “libero” ma sovente il suo patrimonio è stato utilizzato e dissipato, a mezzo di leggine ad hoc, ora per aiutare grandi gruppi industriali che hanno abusato della cassa integrazione per il loro tornaconto e per politiche clientelari di ogni tipo. Insomma, ci pare che non sia stato rispettato lo spirito con cui l’ente era nato e che doveva,innanzitutto, tutelare il denaro di proprietà dei lavoratori e gli autentici diritti sociali degli stessi.

    Tra il 1939 ed il 1941 le funzioni dell’INPS vengono ulteriormente ampliate con l’erogazione degli assegni familiari (Legge del 17/06/1937 RD nr. 1048) che spettano anche in caso di assenza per maternità.



    Assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali e Legge istitutiva dell’INAIL ( Leggi, rispettivamente, del 13/05/1929 RD nr. 928 e del 23/03/1933 RD nr. 264)

    Si tratta di una importantissima pietra miliare perché il riconoscimento delle “malattie professionali” come situazioni nate da una diretta relazione tra lo stato morboso e condizioni di lavoro aiutano ad eliminare elementi di pericolo ed insalubrità e , riconoscono che lo stato deve assistenza a coloro che, a causa del lavoro, hanno subito danni alla persona.

    Chi si trovava nell’impossibilità di lavorare a causa di un infortunio subito o di una malattia professionale vedeva finalmente riconosciuto il diritto alla pensione.

    Nel 1943 viene poi creato l’Istituto per l’assistenza malattia ai lavoratori (L.11/01/1943 RD nr.138).Da quel momento tutti lavoratori e le loro famiglie potevano curarsi gratuitamente nelle strutture pubbliche . L’Italia è stata pioniera in questo campo; ricordiamoci che gli USA non hanno, ad oggi, nulla di eguale.



    Riduzione dell’orario di lavoro ad otto ore/giorno
    (RDL de 10/09/1923 nr. 1955)

    Prima di questa Legge, tutto era lasciato all’arbitrio o al buon senso del datore di lavoro ma non esisteva una normativa precisa in materia. Da quel momento, una Legge sanciva le otto ore lavorative giornaliere e 48 ore a settimana, oltre le quali, il lavoratore poteva, in maniera limitata, effettuare straordinari pagati in maniera superiore alle ore regolari.

    Lo stato si poneva come arbitro e promuoveva una sinergia tra le posizioni sociali non pù viste come statiche ed immutabili, non più considerate in lotta tra di loro ma come tasselli di un progetto comune di crescita nazionale. Era questa la rivoluzione del nuovo pensiero che ispirava la Legge . Un pensiero molto diverso da quello liberale che auspica un capitalismo senza regole o da quello marxista di lotta di classe. Veniva anche regolato l’apprendistato con la frequenza di corsi professionali per il miglioramento della qualità delle imprese. Occorre anche ricordare la Legge del 26/04/1923 RD nr.653 per la tutela del lavoro delle Donne e dei Fanciulli che stabilisce le condizioni dell’ambiente di lavoro per queste categorie, riconoscendo in maniera particolare la non-licenziabilità in caso di gravidanza. Purtroppo invece, nei giorni nostri esiste nuovamente la schiavitù del vergognoso fenomeno del caporalato, ad esempio, e per i giovani, la precarietà, è la regola.





    Carta del Lavoro (pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale nr. 100 del 30/04/1927)


    Si trattò di un documento molto innovativo per l’epoca che introdusse concetti rivoluzionari e che, per molti aspetti, non sono stati superati nei giorni nostri. Il cammino sembra quasi essersi fermato ad allora e la materia non è stata, di fatto, migliorata in maniera sostanziale.

    Alcune delle più importanti novità introdotte dalla Carta del Lavoro sono:

    - Contratti collettivi di categoria e loro disciplina,

    - Istituzione della Magistratura del Lavoro che doveva dirimere le controversie tra le varie associazioni del lavoro o tra i lavoratori ed i datori di lavoro, coadiuvata dagli esperti dello specifico settore produttivo iscritti ad un albo,

    - Diritto alle ferie annuali,

    - Istituzione delle indennità di liquidazione di fine rapporto,

    - Disciplina delle casse mutue e delle assicurazioni sul lavoro ed in particolare contro gli infortuni, per la maternità, per la disoccupazione, per i giovani.

    Le piccole imprese e le ditte individuali che non avevano facile accesso al credito come le grandi industrie e avevano pertanto (come oggi) difficoltà a finanziare i loro progetti, si rivolgevano alle nascenti piccole banche cooperative . Ma questa forma di credito aveva grossi limiti in quanto era aperto solo ai soci delle banche e non era presente in tutta Italia. Si rese pertanto necessaria la Legge di riforma delle casse rurali ed artigiane ( 23/06/1937 RD nr.318). Veniva così normato il settore delle Casse rurali ed artigiane estendendo questa possibilità di credito a tutto il territorio nazionale a vantaggio di tutte le piccole aziende rurali ed artigiane.


    Necessitano di menzione particolare anche l’istituzione dell’Opera Nazionale Dopolavoro (1925) e della GIL per i giovani con costruzione, in tutto il territorio italiano di centri ricreativi e sportivi, teatri e biblioteche popolari, istituzione di corsi di recupero scolastico, organizzazione di gite turistiche e culturali con spettacoli di prosa e lirica, gestione delle Colonie marine e montane. Tutto ciò nello spirito di ridimensionare le distanze tra le classi sociali permettendo, anche ai meno abbienti, di godere dei medesimi diritti alla salute , alla cultura ed allo svago dei più ricchi.


    Legge istitutiva dell’Istituto Autonomo Case Popolari (L. T.U. 28/04/1938 RD nr.1165)

    In realtà, l’Istituto Autonomo Case Popolari nasce già nel 1924 per dare soluzione al problema di fornire in affitto (con possibilità di riscatto) abitazioni decorose con servizi igienici ed a prezzi in linea con i salari alle fasce medio-basse della popolazione. Sono stati realizzati, in quegli anni, interi quartieri, in diverse parti d’Italia, con criteri di buona vivibilità e moderni per l’epoca.

    Dopo la guerra l’IACP è divenuto via via sempre più deficitario e dopo aver costruito “ghetti” mostruosi ai bordi delle metropoli con la logica di architetti marxisti, ha , di fatto, lasciato spazio alle speculazioni di molti “palazzinari”. Sarebbe ora più che mai necessario un IACP funzionante visto che la mancanza di case a prezzi possibili è una delle ragioni per cui gli italiani non riescono più a metter su famiglia.

    Precarietà nel lavoro, mancanza di alloggi a prezzi abbordabili, nessun vero aiuto alle famiglie numerose…..e poi ci si chiede per quale arcano motivo gli italiani non facciano più figli….

    A questo problema, oltremodo attuale, alla fine degli anni Venti, le istituzioni erano sensibili promulgando delle Leggi come quella sull’esenzione tributaria per le famiglie numerose (14/06/1928 RD nr.1312). Tale Legge faceva parte delle norme attuative per il sostegno alla famiglia, come la creazione degli assegni familiari, nello spirito del diritto alla solidarietà non correlato alla sola capacità produttiva ma alla situazione di provata necessità.



    Opera Nazionale Maternità ed Infanzia (Legge del 10/12/1925 con RD nr.2277 e RD nr. 718 del 15/04/26)

    Emancipazione della donna che viene tutelata, come lavoratrice e madre dall’OMNI che ha compiti di:

    - coordinamento delle istituzioni per la maternità e l’infanzia,

    - Omogeneizzazione delle istituzioni di questo tipo su tutto il territorio nazionale,

    - Fondazione di asili, consultori ed ambulatori medici e patronati di assistenza,

    - Assistenza alle gestanti e madri bisognose e ai loro bambini,

    - Lotta contro le malattie infantili,

    - Protezione dei minori in particolar modo dalle inosservanze del lavoro minorile.

    Il finanziamento per queste attività derivava anche da percentuali sugli utili delle primarie banche.

    Da ricordare anche la Legge del 08/05/1927 con RDL nr. 798 sull’assistenza agli illegittimi ed abbandonati che , in pratica, equiparò,davanti allo stato, tutti i cittadini facendosi carico del mantenimento e dell’istruzione degli abbandonati.



    Riforma Gentile della Scuola (RDL nr. 1054 del 06/05/1923)

    Succede alla Legge Casati del 1858 e rende obbligatoria l’istruzione fino alla quinta classe elementare e, dato che non si potevano avviare al lavoro i minori di 14 anni, di fatto, si resta a scuola fino alla fine delle medie o dell’avviamento. Introduce lo studio del latino in tutti gli ordini di scuole medie, gli esami di stato professionali per i laureati, istituisce i Provveditorati, la nomina ministeriale per rettori, presidi e direttori didattici.

    La Carta della Scuola e la Carta del Lavoro costituiranno una sinergia completa.

    Si è tentato molte volte, anche negli ultimi anni, di modificare questo impianto ma per ora ne è sempre risultato un lavoro inorganico, già vecchio prima di essere varato.

    Non ci vogliamo soffermare qui sulla Riforma dei Codici (Riforma Rocco) anche se, nella situazione attuale di confusione normativa (oltre 136.000 Leggi!), sarebbe interessante poterne parlare in dettaglio. Mi limito a notare che la riforma Rocco ha introdotto l’importantissimo concetto di persona costituita da intelletto, spirito e volontà tanto che (e rimane valido ancora oggi) “nessuno può essere punito per un’azione od omissione preveduta dalla Legge come reato, se non l’ha commessa con coscienza e volontà (art.42) e che”nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla Legge come reato, se, al momento in cui lo ha commesso, non era imputabile. E’ imputabile chi ha la capacità di intendere e di volere”. A distanza di settanta anni il quadro normativo di riferimento del nostro ordinamento giuridico è ancora quello della Riforma Rocco, con modifiche solo parziali. Nel 1989 è stato sostituito il codice di procedura penale, lascio agli addetti ai lavori il giudizio sulla sua efficacia…


    Istituzione dell’Accademia d’Italia (RDL nr. 87 de 07/01/1926)

    Questa istituzione fu creata sul modello dell’Academie de France per dare lustro e per diffondere la cultura italiana.

    Venne abolita nel 1944 con un Decreto Luogotenenziale e nacque l’Accademia dei Lincei di ben più modesto respiro.


    Realizzazione di grandi opere :

    -bonifiche dell’Agro Pontino, dell’Emilia, della Bassa Padana, della Maremma Toscana, del Sele, della Sardegna e colonizzazione del latifondo siciliano

    -acquedotti: Puglia, Monferrato, Nisseno e Velletrano

    - sviluppo delle centrali idroelettriche ed elettrificazione della rete ferroviaria

    - rete stradale ed autostradale, ferrovie, porti

    -creazione aree industriali



    Rispetto a quanto sopra alcuni dati: la bonifica integrale (risanamento idraulico, rimboschimento, messa a coltura, esproprio dei territori lasciati al degrado, costruzione di settantaquattro centri urbani) creò , nel solo Agro Pontino oltre 4000 poderi, 900 km di strade, 2000 km di canali. I lavori ebbero inizio nel 1926 ed i coloni si insediarono nel 1932. Non sembrano tempi possibili oggi! Non ci siamo più abituati! E dire che erano i tempi certo non floridi della grande recessione mondiale. Entro 1938 sono stati bonificati oltre 5.000.000 di ettari, dalla Sardegna alla Bassa Padana.

    In tempo di guerra, lo stato stanzia 1.000.000.000 di lire di allora per l’Ente di Colonizzazione del Latifondo Siciliano; una grossa cifra e tutta a sfondo sociale nonostante le spese belliche. Nel 1943, prima dello sbarco USA, l’Ente aveva già costruito 8 borghi nell’isola.


    In un Paese in cui l’economia era dominata dall’agricoltura era importantissimo avere disponibilità d’acqua. La situazione era molto grave in Puglia, la mancanza d’acqua permetteva un’agricoltura di pura sussistenza e delle scarsissime condizioni igieniche per la popolazione. Molto si era discusso di questo problema dal 1904 in poi ma, in concreto, si può solo dire che nel 1919 solo 56 comuni su 260 avevano l’acqua mentre era stata fissata una data di fine lavori per il 1920! Molti lavori risultarono abbandonati ed incompleti….una cosa che ci sembra molto attuale!

    L’Ente Acquedotto Pugliese fu commissariato nel 1923 e viene costruito il più importante acquedotto del mondo, con circa 11.000 km di opere completate nel 1939.

    Analogamente si è proceduto per gli altri acquedotti menzionati.

    Lo studio delle energie rinnovabili e non inquinanti ebbe grande impulso negli anni trenta così come la costruzione delle centrali idroelettriche che sfruttavano i dislivelli dei fiumi che scendono a valle da Alpi ed Appennini. Energia gratuita che servì ad elettrificare una grande parte della rete ferroviaria. Dal dopoguerra in poi, la produzione di elettricità si basa sulle centrali termiche in cui la produzione non è affatto gratuita né rispettosa dell’ambiente, si tralasciano le ricerche sulle fonti rinnovabili, si influenza la popolazione a rifiutare il nucleare….

    Nel 1928 si costituisce l’Azienda Autonoma Autostrade ed entro il 1935 sono costruiti 500 km di autostrade. Entro il 1940 l’Italia ha 2000 km di nuova linea ferroviaria. Dal 1923 al 1926 si effettua la modernizzazione dei porti di Livorno, Genova, Napoli, Marghera, Civitavecchia e Ravenna……sempre in piena epoca di depressione economica mondiale…..

    Nella grande depressione (crollo di Wall Street 1929) lo stato italiano si organizza e vara un piano di sviluppo industriale di sinergia tra pubblico e privato, viene costituita l’IRI e dal 1929 al 1941 si istituiscono i poli industriali di Roma, Apuania, Livorno, Ferrara, Trieste-Monfalcone, Palermo, Aurisina-Pola, Fiume. Nascono borghi per l’alloggio di operai e loro famiglie con complete infrastrutture (impianti sportivi, biblioteche, teatri).


    D’altra parte, occorre evidenziare il fatto che, in quei ormai lontani anni, c’era un concreto interesse dello stato per la natura tant’è che vengono creati i primi Parchi naturali : Gran Paradiso (1922), Abruzzo (1923) Circeo (1934) e Stelvio (1935) e da lì, negli ultimi sessanta anni, sono nati tutti gli altri. L’idea fondante dello stato per la creazione dei primi parchi naturali era che l’interesse nazionale per il territorio ed il suo mantenimento fosse prioritario a qualsiasi interesse privato.

    Lo stato non negava affatto la legittimità della proprietà privata ma sentiva il dovere di tutelare la nazione preservandone la natura e le tradizioni culturali minacciate da un progresso tecnologico necessario ma, alle volte, troppo invasivo nonché da istanze speculative.

    Importante svolta per il rispetto del territorio fu la Legge urbanistica del 07/08/1942 RD nr. 1152, primo completo strumento urbanistico dall’Unità d’Italia che afferma alcuni concetti fondamentali come l’obbligatorietà del Piano Regolatore Generale e l’obbligo ai regolamenti edilizi comunali.

    Tale Legge è ancora in vigore ma purtroppo è stata spesso disattesa ( vedi scempi urbanistici degli anni ’60 e ’70 e….oltre).


    Certamente però la riforma più importante, quella davvero rivoluzionaria nella storia italiana rimane la socializzazione che concepisce l’organizzazione di uno Stato come un luogo in cui il lavoro, la capacità imprenditoriale ed il capitale devono lavorare in sinergia diventando non antagonisti ma paritetici.

    E’ la risposta al capitalismo che vede l’uomo in funzione del profitto ed al marxismo che vuole la lotta di classe.

    La Legge attuativa della Socializzazione fu varata in due tempi 12/02/1944 e 12/10/1944 nella RSI. Di fatto, nei Consigli di Amministrazione delle aziende sedettero i rappresentanti dei lavoratori, in numero pari ai soci di capitale e nelle piccole aziende i lavoratori collaboravano con Il Capo dell’Impresa “personalmente responsabile di fronte allo Stato dell’andamento della produzione” .Gli utili delle aziende venivano ripartiti tra remunerazione del capitale, in una misura fissata annualmente dal Comitato dei Ministri ed i lavoratori, in misura non superiore al 30% delle retribuizioni nette. Mai prima di allora ma neanche dopo di allora si è più vista una cosa simile!E’ l’uovo di Colombo per dirimere ogni conflittualità nella partecipazione, lo stimolo alle forze ed intelligenze a trovare soluzioni comuni per il comune progresso, una spina nel fianco al clientelismo. Potrebbe essere studiata come alternativa alla precarietà e spinta ad una sana competitività.

    Purtroppo l’esperimento reale si limitò all’Italia del Nord (territorio della RSI) e fu applicato in 76 imprese, complessivamente a circa 150.000 lavoratori.

    Sarebbe molto interessante aprire un serio dibattito su questo argomento dato che, nella Costituzione Repubblicana all’art. 46, si parla di una forma di “cogestione” mentre sessant’anni fa si era andati molto più avanti: oggi nessuna azienda ha il “Consiglio di Gestione”. Con buona pace dei Sindacati!


    In conclusione, questo “calendario” della nascita delle nostre istituzioni non vuole avere il sapore della nostalgia ma vorrebbe spronare un dibattito costruttivo, leale, aperto, senza paraocchi circa la necessità, di cui sentiamo l’urgenza, che il nostro Bel Paese ricominci a lavorare per costruire una società più vicina ai cittadini e con maggiore attenzione alla persona e alla giustizia sociale. Non ci piace affatto che l’Italia abbia perso la voglia di cercare una via propria ed originale per risolvere i molti problemi che l’affliggono. Non ci piace il “parlarsi addosso “ , ci piace, per contro, la cultura del partecipare. Non il mero pragmatismo ma comunque la disponibilità a lavorare per delle soluzioni che tengano conto di tutte le possibilità e del fatto che il cittadino deve essere soggetto responsabile e protagonista. Ribelliamoci all’appiattimento soffocante, lanciamoci in un confronto vivo e rinnovatore per indicare un domani che possa superare il cortocircuito della nostra vita sociale e politica.


















    2870 numero letture

    Ti e' piaciuto questo articolo?

    1 2 3 4 5 Rating: 5.00Rating: 5.00Rating: 5.00Rating: 5.00Rating: 5.00 (totale 31 voti)

     

     


    Copyright puntozenith.org - Powered by deanetwork -