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    NOI

    di Alberico da barbiano on Giugno 26,2007

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    Noi.......in noi, da noi, per tutti.

    Mi sono chiesto, più volte, durante il percorso di impegno politico, quale fosse in realtà la nostra identità. Ho ripassato, analizzato, studiato i riferimenti sociali, economici, filosofici che abbiamo percorso e che, a tutt' oggi, ci rendono diversi, ed ho dedotto che proprio la nostra diversità è forza inespressa e non utilizzata per la penetrazione nel consenso delle masse. E' facile trovare simbiosi negli avversari politici di opposta sponda, mentre è difficile dialogare con avversari di moderata opposizione che antepongono l'egoismo del loro successo di bandiera all'obiettivo del bene dell'interesse pubblico. La lobby affaristica come mezzo, attraverso il veicolo del gruppo politico, del raggiungimento della conquista del potere per il soddisfacimento della propria componente politica non si addice al nostro stile di vita e alla nostra formazione mentale.

    Da qui nasce il possibile dialogo con gli avversari estremi politici e l'incomunicabilità con i cosiddetti moderati. Ci divide, però, l'origine della formazione intellettuale, quei principi che nascono dalla dottrina filosofica di Kant che, in seguito, è stata settorizzata nell'interpretazione. Noi abbracciamo tutto ciò che si etichetta in individualismo, in esaltazione dell' ''Io'' e dell'egocità, che rende l'uomo libero e creativo, conscio del sacrificio personale per il successo non di una realtà multipla ed inpersonificata ma di un ideale che si traduce in programma socio - economico di distribuzione di benessere, inteso in senso lato e non materialistico, per l'individuazione tribale dell'identità di appartenenza. Sostengo che ogni forma di egoismo limita il perseguimento del fine della nostra impostazione mentale ed esistenziale, e la mancanza di egoismo induce il nostro mondo ad essere altruista, pronto a raccogliere le istanze di tutti i bisognosi di aiuto, senza limiti, ed anche a rischio del proprio benessere.

    Tutto ciò, ed altro non espresso ma pensato, è fascismo, è socialismo?

    Bisognerebbe aver chiaro il concetto statalista di fascismo e quello di socialismo per individuarci nell'una o nell'altra dottrina. Per me non è né l'uno né l'altro, se il primo lo si identifica nel potere prevaricatore delle minoranze sulle maggioranze, e se il secondo lo si identifica nella mortificazione dell'uomo, entità libera ed indipendente, a vantaggio della massa uniforme delle moltitudini dipendenti da astratte entità stataliste.

    Ma potrebbe essere fascismo se la nostra diversità la si individua nella esaltazione tribale di appartenenza per il raggiungimento del benessere collettivo, e potrebbe essere socialismo se il sacrificio dell'impegno dell' "lo" è a beneficio delle conquiste sociali dei gruppi corporativi.
    La nostra identità talmente forte, diversa, nuova, moderna che non fu e, forse, non è, ancora compresa, rappresenta l'emblema della post. -democrazia, intesa come periodo in costruzione ormai da tutte le forze politiche che iniziano a pensare.

    Qui la necessità di far conoscere la nostra posizione alle masse per raccogliere consensi e cancellare equivoci.


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