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    A proposito della morte e delle spoglie del "Che"

    di redazione Puntozenith on Ottobre 24,2007

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    Come un fiume carsico che scompare per poi ricomparire nello spazio e nel tempo e come in ogni leggenda che si rispetti, la "querelle" intorno alla morte ed al corpo di Ernesto Che Guevara riesplosa , nelle scorse settimane, grazie al presunto Scoop di un settimanale messicano, "Letras y Liras", secondo il quale le spoglie che riposano nel Mausoleo dell'Habana non apparterrebbero al mito "guerrillero".
    Ma guarda un po??!!!

    Si da il caso che , prima ancora che le autorita' ubane inviassero, nel 1997, in quel di Villagrande, in Bolivia, una missione di specialisti a dissodare piste aeroportuali, cimiteri e quant'altro, alla ricerca del corpo del Che, la nostra Agenzia Publicondor,nel n. 31 del 25 novembre 1995, con un lancio in esclusiva mondiale (che riproduciamo integralmente nella sezione storica del nostro Sito) e successivamente nel n. 6 e 7del febbraio 2006 spiegavano, con dovizia di particolari, il contesto della sua morte avvenuta, non in combattimento come la versione ufficiale accreditò e il mito impose, ma per mano di un campesino al quale, pare, era stato ucciso il padre in una precedente operazione di guerriglia.

    Solo in un secondo tempo sarebbero intervenute le truppe boliviane che ricomposta la salma alla bell'e meglio (nell'intento di nascondere il rozzo squarcio alla gola chiaramente causato da una arma da taglio probabilmente un "machete"), spacciarono il tutto come il brillante risultato della loro operazione antiguerriglia.

    A proposito della trappola in cui cadde il Che ed i suoi uomini pare non sia stato estraneo l'intellettuale e giornalista francese Regis Debray (non si sa se per dabbenaggine o con dolo).
    Appropriatosi, quindi, del corpo di colui che avrebbe dovuto incendiare e riscattare l?intera America latina e fotografato lo hanno di seguito tumulato, come trofeo di guerra , sotto la base in cemento del pennone della bandiera del reggimento "el Manchego" (in seguito divenuto corpo dei rangers).

    E' plausibile pensare che il nostro eroe non riposi più e che le sue spoglie siano state traslate in altro posto la cui ubicazione, com'e' solito per i militari di quelle latitudini è un segreto che si tramanda da un comandante all'altro del reggimento.

    Gli specialisti inviati nel 1997, quindi, sono stati ingannati, riconoscendo una salma qualsiasi come quella appartenente all'eroe della Revolucion.

    Ne consegue un tragicomico risultato: che una moltitudine di aficionados di tutto il mondo non ultimi gli ex sessantottini europei ed i loro epigoni, in gita di piacere o in pellegrinaggio a Cuba, al posto del "Cristo delle Ande" venerano un ignoto cadavere.Per una piu estesa informazione riproduciamo, nell'apposita rubrica storica di "Publicondor", gli articoli citati corredati di foto in esclusiva.


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