Il regime della participation exemption, detto Pex dagli addetti ai lavori, e cioè dell’esenzione dalle tasse delle plusvalenze da partecipazione di capitale in grandi società, in caso di vendita delle stesse, era stato introdotto dal Governo Berlusconi con DLgs 12.12.2003 n. 344, prevedeva originariamente l’esenzione totale delle plusvalenze in possesso dei requisiti di cui all’art. 87 co. 1 del TUIR.
La percentuale di esenzione era, poi, stata ridotta dall’art. 5 co. 1 lett. b) del DL 30.9.2005 n. 203, convertito della L. 2.12.2005 n. 248:
- al 95% per le plusvalenze realizzate nel periodo compreso tra il 4.10.2005 e il 2.12.2005;
- al 91% per le plusvalenze realizzate nel periodo compreso tra il 3.12.2005 e il 31.12.2006;
- all’84% per le plusvalenze realizzate a decorrere dall’1.1.2007
e prevedeva un possesso delle partecipazioni di minimo 18 mesi. Già questa una vera manna per il grande capitale finanziario!
E che cosa ti fa, in aggiunta, lo pseudo amico delle classi più deboli Prodi? Con l’introduzione dell’ L’art. 1 co. 58 lett. c) della L. 244/2007 modifica l’art. 87 co. 1 lett. a) del TUIR e RIDUCE IL PERIODO MINIMO DI POSSESSO DELLE PARTECIPAZIONI A 12 MESI e mantiene i benefici fiscali.
Certo che il governo di sinistra fa un altro piacerone ai poteri forti e poi se la vorrebbe prendere con i piccoli risparmiatori dei BOT….
Questo è davvero una presa per i fondelli!
Ma rientra nello stile di poca trasparenza che vuole rendere gli italiani sempre più sudditi dei comitati d’affari targati casta, infatti solo gli addetti ai lavori conoscono le normative sul passaggio di mano dei grandi capitali e sulle facilitazioni inique loro concesse.
Così tutti zitti e nessuno protesta.