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    Trasferimento di poteri (3)

    di redazione Puntozenith on Marzo 02,2007

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    Con l’azione della Trilaterale, a partire dagli anni ‘70, che permette l’incontro tra potentati economici di Stati Uniti, Europa e Giappone, si determina una strategia che porta a grandi alleanze e fusioni tra le Multinazionali e, quindi, a grandi concentrazioni di capitali. Strategia che tende ad allargarsi in senso planetario attraverso accordi internazionali di cooperazione economica finanziaria e commerciale, che punta a coinvolgere tutti i paesi mediante una suddivisione in mercati d’area e che porta ad un progressivo rivoluzionamento del sistema geopolitico.

    II crollo successivo del blocco sovietico (la cui annessione all’economia di mercato era uno degli obbiettivi principali della Trilaterale e le differenze tattiche per raggiungerlo avevano portato a profondi contrasti e lotte nell’Internazionale Socialista) offre alla strategia suddetta la possibilità di agire finalmente su tutto il pianeta. Da allora in poi, la deregolamentazione economica e finanziaria diventa l’imperativo categorico che attraverso, soprattutto, gli organismi internazionali, viene diffusa e imposta per amore o per forza. L’ondata, poi, di privatizzazioni di interi settori pubblici, imposte ai governi politici dal FMI e dalla B.M., crea campi d’azione e di dominio sempre più vasti per le conquiste multinazionali. Un attacco formidabile anche, se non definitivo, al capitale e a! monopolio nazionale. Si determina, così, un trasferimento di poteri dagli Stati Nazionali alle grandi concentrazioni economiche che sono quelle che di fatto determinano, secondo i propri interessi le lince generali politico-economiche degli Stati.

    La configurazione di nuovi territori geografici ed economici, apertisi alle società transnazionali, ha accelerato la concentrazione del potere nelle loro mani. Per la particolare strutturazione di esse, possiamo dire che mai il potere era stato in cosi poche mani. Ma se una volta l’identificazione del potere era fisicamente visibile, oggi è difficile dargli un volto. Se prima bastava la scomparsa di un capitano d’industria o di un capo politico a sconvolgere un’azienda o uno Stato, oggi questo non è pin verificabile. La nuova fase in cui ii capitalismo è entrato, quella di sostituzione allo Stato, ha definitivamente cancellato dalla storia la centralità del potere, cosi come è intesa in senso classico. Come dice Michel Foucault il potere: “non è qualcosa che si divide Ira coloro che lo posseggono e lo detengono esclusivamente e coloro che non lo hanno o lo subiscono.

    II potere deve essere analizzato come qualcosa che circola o piuttosto come qualcosa che funziona a catena”…” il potere non è mai localizzato qui o li, non è mai nelle mani di alcuni, non è mai appropriato come una ricchezza o un bene. Il potere funziona, si esercita attraverso un ‘organizzazione reticolare. E nelle sue maglie gli individui non solo circolano, ma sono sempre in posizione di subire o esercitare questo potere; non sono mai il bersaglio inerte o consenziente del potere, ne sono sempre gli elementi di raccordo “. Tutto ciò caratterizza quello che genericamente si usa definire sistema mondialista, inteso sia come tendenza che come progetto.

     


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