News
Categorie
L'AQUILA E IL CONDOR - Presentazioni Editoriale Attivita Cultura Globalizzazione Ecologia Economia Documenti Finanza
  • » Glossario Finanza
  • Opinioni e Proposte Giustizia Attualita Multimedia-TV
  • » Video
  • » TV
  • Recensioni Radio PuntoZenith Cinque per mille Storia Nascosta (cose mai dette) La Palestina: le ragioni di un conflitto Posta elettronica Note Legali


    email Invia un' email ad un amico | print Versione stampabile |

    Bretton Woods: FMI-Banca Mondiale (5)

    di redazione Puntozenith on Marzo 02,2007

    image

     

    Nel 1944 i delegati di 44 paesi alleati (esclusi quindi Germania, Italia e Giappone) si riunirono al Mount Washington Hotel nel New Hampshire dando vita a quella che viene comunemente definita come la Conferenza di Bretton Woods. Lo scopo era quello di delineare una nuova configurazione del potere economico mondiale, una volta finita la guerra. Dare, cioè , vita ad un ordine capitalista internazionale stabile, per regolare gli squilibri delle bilance di pagamento e regolamentare le transazioni finanziarie a lungo termine tra i paesi, sulla base di cambi fissi.

    Dagli incontri di Bretton Woods scaturì la creazione di tre importanti istituzioni della struttura economica internazionale del dopoguerra: il FMI, la Banca Mondiale, il GATT oggi sostituito dal WTO. A questi organismi veniva affidato il compito di risanare i bilanci degli Stati, di provvedere alla ricostruzione dopo i danni della guerra, regolare le politiche commerciali degli Stati in vista di una progressiva riduzione delle barriere doganali per agevolare l'espansione del commercio internazionale.
    Padre del Sistema di Bretton Woods fu l'economista inglese J.M.Keynes. Ma i temi dell'accordo erano stati dettati soprattutto da una oligarchia rappresentata dai maggiori gruppi industriali preoccupati ad appropriarsi delle lucrose possibilità che la ricostruzione post-bellica avrebbe offerto. Non è qui il caso di dilungarsi sui contrasti e sugli odi che si manifestarono durante gli incontri di Bretton Woods e quelli successivi che portarono alla ratifica degli accordi a guerra finita. II risultato fu un compromesso non certo mediato secondo equilibri, ma imposto sotto il peso del forte potere degli Stati Uniti.

    Possiamo , quindi, dire che certamente gli accordi di Bretton Woods furono conclusi in funzione degli interessi di quello che il presidente Dwight Eisenhower defini il "grande complesso militare industriale" americano. Infatti la disparità delle forze dei partecipanti alla conferenza e alle trattative successive era enorme. Da una parte gli Stati Uniti che non avevano affatto sofferto l'economia di guerra e dall'altra gli Stati, soprattutto europei, che avevano subito danni disastrosi su tutti i piani.

    Le industrie americane avevano prodotto in piena espansione a ritmo incessante, le casse del Tesoro possedevano i due terzi delle riserve auree del mondo. Praticamente nel 1945 gli USA detenevano il 45% della produzione mondiale e la disoccupazione era quasi inesistente, 17% nel '39 - 1,4% nel '45. Il resto del mondo era invece allo stremo e con le riserve in oro pressochè asciugate. Al F.M.I. e alla B.M. fu affidato il compito di finanziare i bilanci e la ricostruzione. Fu stabilita la parità del tasso di scambio tra monete in base al "Golden Exchange Standard" ossia alla riserva aurea. Questo provvedimento favoriva soprattutto le esigenze delle industrie americane che allora vedevano in eventuali svalutazioni delle monete la possibilità di politiche protezionistiche da parte di altri Stati che avrebbero frenato la loro produzione, come era successo nel periodo cosiddetto della "grande depressione" del '29.

    Ma, come si è visto, gli altri Stati non avevano disponibilità aurea sufficiente.
    A Bretton Woods fu allora deciso il principio cardine di tutti gli accordi e che avrà un peso decisivo per i successivi venti anni: la convertibilit´┐Ż del dollaro in oro nel valore di 35 $$per oncia. La decisione fu di una rilevanza eccezionale. Difatti il dollaro diventava l'unica valuta equiparata all'oro come mezzo di pagamento internazionale e tutte le altre monete venivano agganciate ad esso.
    Man mano che gli Stati venivano risolvendo i propri problemi di ripresa economica potevano convertire in oro i dollari depositati nelle rispettive Banche Centrali.

     


    3189 numero letture

    Ti e' piaciuto questo articolo?

    1 2 3 4 5 Rating: 4.75Rating: 4.75Rating: 4.75Rating: 4.75 (totale 36 voti)

     

     


    Copyright puntozenith.org - Powered by deanetwork -