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    Approfondimento 4: Council for Foreign Relations (CFR)

    di redazione Puntozenith on Marzo 10,2007

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    Fondato nel 1921 con il finanziamento della famiglia Rockfeller. Vi parteciparono 650 membri a rappresentanza di gran parte del mondo “che conta “degli affari americano. Deve le sue origini all’insoddisfazione provata da importanti rappresentanti di grosse imprese economiche per i risultati della Conferenza di Pace di Parigi dopo la I° Guerra Mondiale. Essi ritenevano che i negoziati avessero privilegiato il mondo degli affari europeo, soprattutto del Regno Unito, a svantaggio di quello statunitense.

    In effetti nel periodo tra le due guerre fu preminente il vantaggio dell’Inghilterra sul piano commerciale. Soprattutto per i benefici che godeva tramite il Commonwealth. Ma tutta la politica protezionista economica in Europa ostacolava gli interessi americani rispetto alla loro espansione oltre oceano. La grande crisi del ‘29 fu imputata dai grandi gruppi industriali americani, ai blocchi commerciali britannici, tedeschi, giapponesi, alle barriere doganali ed ai tassi di cambio della politica protezionista degli stati europei.

    Dispensiamo, qui, dal citare le dichiarazioni allarmate di esponenti politici ed economici statunitensi che invocavano drastiche soluzioni (la guerra) per risolvere quella che ritenevano una situazione insopportabile. Diciamo solo che furono numerose, autorevoli e pressanti. Già allora si delineava una spaccatura nel mondo economico USA tra chi sosteneva una linea egemonica che non intervenisse, però, negli affari europei ma difendesse i propri interessi mediante una politica protezionista atta ad agevolare la competitività sui mercati internazionali e chi, invece era fautore di un internazionalismo che rendesse interdipendenti i mercati del pianeta. I primi venivano indicati come gli “isolazionisti” e i secondi, appunto, “internazionalisti”.

    I membri del CFR, erano sostenitori di questa seconda teoria. Dagli anni ‘30, infatti, si fa forte e contrastante la propaganda e la pressione del CFR nel Congresso per sostenere la linea della “interdipendenza globale” contro quella della “autosufficenza” portata avanti dagli isolazionisti. La lotta fu accanita e senza esclusione di colpi. Il presidente Roosvelt fece da sandwich alle pressioni dei due gruppi. Il CFR spese qualsiasi cifra ed influenza per spingere il Congresso nella direzione della guerra. Ma anche gli isolazionisti costituivano una potente ed agguerrita lobby. Se da una parte il CFR, tra le tante pressioni, fece pervenire a Roosvelt un memorandum segreto che illustrava la convenienza di un conflitto mondiale, altri collaboratori del Dipartimento di Stato proposero un accordo commerciale con la Germania di Hitler che scongiurasse le ostilità belliche. Questo tentativo falli (e si contribuì a farlo fallire) e il CFR ebbe il via libera ai suoi piani.

    Durante la Seconda Guerra Mondiale, uomini appartenenti al CFR occuparono importanti e vitali cariche statali nel coordinamento sia delle attività militari sia, poi, in quello della pianificazione del dopoguerra. Allen Dulles fu a capo dell’OSS (CIA), Norman Davis (presidente del CFR) guidò la sottocommissione della sicurezza del Dipartimento di Stato. Harry Dexter White, ii ministro del Tesoro americano che fu tra gli artefici degli accordi di Bretton Woods, fu contornato per anni da consiglieri membri del CFR.

    L’idea di un governo mondiale dell’economia che evitasse le forme convenzionali di imperialismo era l’obbiettivo della strategia del CFR. Una filosofia che fu impostata e definita attraverso la creazione nel 1943 di una lobby che si chiamava Agenda Group. A livello di media queste tesi saranno divulgate e protette con grandi campagne di sostegno e di detrazione degli oppositori. Una delle pi potenti lobby in questo campo é quella rappresentata da Time, Life e Fortune, il cui proprietario è stato Henry Luce, eminente membro del CFR.

    Il CFR é ancora vivo e vegeto e fa un pò da contenitore e da filtro agli altri due gruppi di pressione scaturiti dalla sua costola: il “Bilderberg” e la “Trilaterale”. I Rockfeller continuano ad esserne i maggiori finanziatori. Il bilancio ufficiale era nel 1992 di 650mila dollari.


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