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    Della serie: bastonare sempre i piccoli

    di Marina Chantal Rajani on Giugno 08,2008

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    Un’altra delle spiacevoli eredità lasciateci dal governo Prodi è quella dell’entrata in vigore delD.Lgs 231/2007 scattata il 30 aprile 2008. Viene drasticamente ridotto 12.500 a 5.000 euro il limite consentito per il pagamento utilizzando denaro contante e/o assegni al portatore, non si possono più fare assegni liberi per importi inferiori senza pagare un assurdo ed incomprensibile balzello di euro 1,50 ad assegno, non si possono pagare in contanti le fatture del dentista, del geometra, dell’avvocato etc. Ciò obbliga, de facto, i cittadini ad avere un conto corrente bancario, con  tutti i costi derivanti. Cui prodest?
    Il pensionato al minimo  sarà nuovamente colpito da questa norma…il giovane con lavoro precario dovrà accollarsi anche il costo di un conto corrente….In effetti, questo decreto, nasce da una normativa europea che l’Italia si è subito affrettata (prima di molti altri paesi) ad applicare….nonostante il nostro Paese sia il primo per redditi sommersi.La bastonata in testa, come sempre la stanno prendendo i soliti noti: piccole aziende, artigiani, piccoli commercianti. Infatti era prassi, anche se non completamente legale ma ampiamente tollerata e diffusa, in queste piccole realtà, di usare gli assegni post-datati  che rappresentavano una forma di flessibilità  e di rateizzazione dei pagamenti.Ora non si può più fare e le piccole realtà dovranno subire  anche perché le sanzioni, per chi trasgredisce, sono molto pesanti.Ricordiamoci, inoltre, che  l’80% delle nuove assunzioni vengono ad oggi effettuate da aziende con meno di 20 dipendenti….Quelle bastonate, appunto!Ma certamente se chi vuole eludere la norma è un grande gruppo troverà molte e diverse soluzioni.... Il piccolo, invece,(che quasi sempre è sinonimo di impresa totalmente italiana)   deve  già destreggiarsi nella giungla del fisco  sempre più pesante, delle normative di questa Europa di burocrati sempre maggiormente penalizzanti sarà, ancora una volta,  pesantemente colpito da questa nuova tenaglia.Che si effettuino, invece,  veri e concreti controlli fiscali sul territorio, in materia di evasione, che oltretutto aumenta sempre, e che non si renda solo la vita più difficile a chi lavora e produce, questo è il nostro auspicio! Non è giusto che si bastoni e si tassi sempre e solo il lavoro! Non si renda impossibile la vita a quelle piccole aziende che sono la casa delle tradizioni artigianali, artistiche, gastronomiche, tecniche della nostra Nazione e che hanno il compito di trasmettere arti e mestieri alle generazioni future! Questo è il vero “petrolio” dell’Italia.Speriamo che le parole del nuovo esecutivo a questo riguardo  non rientrino nelle false promesse pre-elettorali e che si consideri davvero lo stato di grande difficoltà in cui le piccole aziende italiane  versano e che non siano più sempre i soliti  a subire e pagare…..che comincino a contribuire  di più anche i grandi gruppi bancari e petroliferi.Ma vogliamo fatti e non promesse!   

     

     


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    • image Condivido quasi tutto del tuo commento al mio articolo fatta eccezione per il fatto che i piccoli illeciti vengono commessi principalmente da chi non è tutelato in alcun modo per far andare avanti le proprie micro-imprese. Queste micro-imprese però, credimi, sono il petrolio della nostra Nazione. Farle morire equivale a far morire la nostra stessa cultura. Scrivi ancora.
      (Inviato in data marina, Giugno 8, 2008, 4:00 PM)
    • image Hai ragione quando dici che c'e' iniquita': e' da molti anni che il conto corrente e il relativo libretto di assegni e' una indispensabile necessita' sia per chi lavora come titolare di attivita' (cioe' azienda/professionista/artigiano) sia per chi e' dipendente in quanto tutte le aziende (meno quelle che lavorano in nero) versano ormai tramite bonifico bancario gli stipendi. L'iniquita' e' nella "tassa di concessione governativa", balzello a cui nessun servizio di stato corrisponde e che grava ogni forma di conto corrente bancario. Come pure nella stessa tassa di concessione governativa per l'uso del cellulare: ora che siamo letteralmente "obbligati" ad averlo questa tassa e' oltremodo iniqua. per quanto riguarda invece l'obbligo nuovo, non posso dimenticare a quanto ammonta l'evasione fiscale nel nostro paese, e quanto le inveterate abitudini ai piccoli illeciti (come dici tu) siano diffusi, e questo e' male. Quindi non credo che questo sia un problema cosi' grave: come fece Berlusconi coi suoi 19 (o 34) libretti al portatore da 19milioni e novecentomila lire, alla fine se la caveranno. Quanto alle promesse, beato chi ci crede: vista la velocita' con cui l'attuale governo e' corso a sbaciucchiare l'anello del nuovo datore di lavoro dei Marcinkus e i regali gia' fatti a spese nostre al Vaticano nella precedente sua edizione (vedi per esempio l'ICI) credo che chi cerchi differenze di rilievo tra una conduzione governativa precedente e l'attuale sara' un illuso. Come si dice in Sicilia: "sono la stessa cosa". Ovvero a tutti gli affari loro penseranno meno che ai nostri. More solito...
      (Inviato in data HorrorVacui, Giugno 8, 2008, 2:35 AM)

     

     


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