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    I furboni delle liberalizzazioni

    di Marina Chantal Rajani on Marzo 29,2007

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    E allora siamo arrivati alle soglie della fase due delle “ liberalizzazioni” Bersani, ovviamente a Parlamento blindato, con richiesta di voto di fiducia, con esclusione, quindi, di ogni dialogo. Stavolta non toccherà ai parrucchieri ed edicolanti ma , tra gli altri,ad autoscuole e ai contratti già stipulati per la TAV.

    Certo che la musica è sempre la stessa: accrescere la concorrenza dando una marcia in più a chi ha molto denaro da spendere in pubblicità per colpire lavoratori autonomi e piccoli imprenditori (e i loro dipendenti) che sono radicati nel territorio e costituiscono una garanzia di professionalità per la clientela , che hanno

    investito nella propria “bottega” ,anche formando apprendisti e che vorrebbero, dopo una vita di lavoro, lasciare questo patrimonio in eredità ai figli. La svalutazione patrimoniale derivante dalla liberalizzazione sarà enorme. I vantaggi: tutti per le grandi catene di distribuzione, di cui fanno parte le coop, mi pare!

    Per quanto concerne le autoscuole, vorrei rimarcare il fatto che il settore che conta oltre 4000 imprese (con oltre 15000 dipendenti) riguarda una materia a cui lo Stato dovrebbe porre la massima attenzione : 7000 morti all’anno sulle strade del nostro Paese. Non si può quindi ridurre a sole considerazioni di competitività e di mercato una questione così delicata, permettendo di aprire autoscuole con mere autocertificazioni e possesso dei requisiti tecnici e finanziari. Occorre invece che lo Stato sia più vigile sul ruolo didattico e socio-educativo di queste scuole, con maggiori controlli sui neopatentati e sui rinnovi di patenti ad anziani ultraottantenni.

    Nel caso della TAV dobbiamo farci spiegare come sia possibile che lo Stato italiano annulli dei contratti già firmati con numerose aziende, su quale base giuridica? Quindi diciamo al mondo che non manteniamo i patti….Che credibilità avrà l’Italia sul tanto osannato da Bersani & Co mercato finanziario, se annulla unilateralmente dei contratti sottoscritti? Cosa si nasconde sotto questo modo di agire?

    Ma quale liberalizzazione è mai questa?

    Ci sono delle piccolissime “liberalizzazioni". che poi liberalizzazioni non sono- al massimo semplificazioni burocratiche-che si possono condividere come l’abolizione del PRA (ma non del relativo balzello per il cittadino…), la possibilità di vendere una macchina senza rivolgersi ad un notaio e alcune altre cosette di minima portata che buttano solo fumo negli occhi dei cittadini mentre l’arrosto ha la misura di una tellina (e i danni di un elefante).

     


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