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Riceviamo da Gianandrea la seguente lettera e la pubblichiamo:
"La mia vita non vale i voti di tutto il mondo."
Manca circa un mese alle nuove elezioni politiche 2008, e
tutto l'ambiente sta fremendo.
Comunicati stampa, conferenze, presentazioni, forum
politici, alleanze appena fatte, alleanze appena distrutte,
chi dice una cosa, chi ne dice unaltra. Tutto freme,
tutto corre velocemente, voti, adesioni, ancora voti, ancora
alleanze, ancora comunicati stampa. E normale, è
così, si sa. Siamo di destra, di estrema destra, siamo
idealisti, siamo camerati. Si, ma il cameratismo? La
cultura? La musica alternativa? Tutto in secondo piano, la
prima pagina ormai è dedicata ai voti. Noi che odiamo il
sistema politico, noi che molte volte gridiamo allo schifo
che c'è sopra le poltrone di Roma, ecco, sì, proprio
noi che tutto l'anno diciamo che siamo diversi, abbiamo
buttato tutto nel cesso. Le cose nascono libere, e poi
diventano schierate, sì, per i voti. Soltanto per i voti.
Io voglio continuare a leggere Evola, ad ascoltare le radio
libere portate avanti da camerati, voglio comprarmi il nuovo
cd di musica alternativa, o leggere la nuova recensione o le
novità imminenti, senza vedere ogni volta la stessa cosa.
Quello squallido manifesto che sporca la purezza con una
matita che ti invoglia a votare questo o quello.
Non fraintendetemi, non voglio additare questo o quello per
ciò che stanno facendo. E piuttosto uno sfogo, uno
sfogo di un ragazzo che sente di appartenere a qualcosa che
va oltre il voto, oltre lalleanza politica. Se vuoi
cambiare il sistema direte voi devi farlo,
forzatamente; la politica si cambia dallinterno..
Sì, è vero, no non lo è, forse, chissà. A me non sta
bene, io non ho paura di dire che manca soltanto un mese al
voto e io non so chi votare, nessuno mi rappresenta al cento
per cento. Ma soprattutto non ho paura ad ammettere che
nessuno mi rappresenta. Non voglio cadere nell'errore che
faranno in tanti. La paura di disperdere il voto. No io non
ho paura, e state certi io non lo farò. Io amo il
cameratismo, io amo il mio ideale, io amo i libri che mi
circondano e la musica che ascolto da anni.
Questa è la mia vita, questa è la mia natura. Non mi
rovinerò per una manciata di voti.
Ognuno è libero di fare ciò che si sente, e, ripeto,
questa non è una critica nei confronti di qualcuno. Forse
è una critica a me stesso, ancora oggi sono troppo
idealista forse, e forse credo in qualcosa di utopico. Ma
preferisco morire nell'utopia e nel sogno, piuttosto che
vivere come un burattino.
Conclusione? Niente di particolare. Io continuo ad andare
per la mia strada. Con i camerati che mi staranno a fianco,
con coloro che so non mi abbandoneranno.
Questa è la mia vita, e io non la vendo. Non vale i voti
di tutto il mondo.
Gianandrea
Ci ha molto colpito il tuo sconforto. Siamo concordi con te che, in questo periodo, non si fa altro che parlare del circo delle elezioni, dimenticando gli argomenti davvero impellenti e non procrastinabili per il nostro Paese.
Sappi che non sei solo, noi siamo sulla tua lunghezza d'onda. Proprio per questo, come avrai visto, continuiamo nel nostro lavoro di ogni giorno e ci guardiamo bene dal partecipare ai giochi di questo circo.
Qui troverai sempre la porta aperta ed uno spazio veramente libero ed indipendente per esprimere le tue idee.
(Inviato in data saverio, Marzo 21, 2008, 12:41 AM)