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    Palestina, una terra troppo promessa

    di redazione Puntozenith on Aprile 25,2008

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    Rifacendosi soprattutto a fonti israelo-sioniste, ma anche delle più
    varie provenienze, italiane ed internazionali, senza distinzioni di
    colore politico, l'opera mette in luce quanto uno degli aspetti più
    sconcertanti del modo con cui i poteri forti trattino del conflitto in
    Palestina sia la continua rimozione del passato: ciò, naturalmente,
    perchè una profonda disamina degli avvenimenti, prossimi e meno recenti,
    metterebbe inevitabilmente in luce l'illegittimità storica della
    presenza sionista in Palestina. Un argomento spesso usato per tale
    (voluta) rimozione è dato dalla considerazione che furono gli arabi a
    rifiutare la spartizione della Palestina, sancita dall'O.N.U. nel 1947 e
    realizzatasi nel 1948, con la creazione dello Stato d'Israele. Si
    affermava spesso, inoltre, che i palestinesi fossero sempre stati una
    parte indistinta del mondo arabo, senza sentire l'esigenza di un proprio
    Stato, salvo poi avvertirla per puro spirito di contrapposizione ai
    coloni ebrei sionisti. Queste obiezioni tuttavia ignorano che la
    Palestina avesse già una sua identità geopolitica al tempo dell'Impero
    Ottomano, mentre altre identità erano ancora in formazione: ad esempio
    il Libano era diviso in varie regioni a sè stanti, tra cui il Monte
    Libano, la zona a maggioranza drusa dello Chouf, ecc.... Inoltre,
    seguendo una filosofia affermativa, non rinunciataria, questo libro
    evidenzia la giustezza del sostegno al principio dell'autodeterminazione
    dei popoli, in modo tale che ogni popolazione possa liberamente
    scegliere, senza subire imposizioni colonialistiche, se considerarsi
    parte integrante di una comunità nazionale più vasta e composita, o se
    decidere di essere una nazionalità indipendente, a sè stante.
    Particolare attenzione viene anche riservata alla rimozione concernente
    il fatto che gli ebrei originari della Palestina fossero solo il 10%
    della popolazione in epoca ottomana, saliti poi al 30% per
    l'immigrazione sionista, spesso illegale, all'epoca della spartizione
    della Palestina, che risulta chiaro, a questo punto, essere stata un
    crimine, ottenuta inoltre con scandalose pressioni americane, favorite
    da interessi economici e dall'aberrazione "cristiano-sionista" (secondo
    molti, in realtà di tipo anticristiano). Di fondamentale importanza, per
    comprendere nel profondo la questione, sono anche i passaggi relativi
    alla circostanza che i dirigenti sionisti fondino la propria identità
    nazionale solo sulla religione, non accordando la possibilità di
    emigrare in Israele a persone di origine ebraica ma di religione diversa
    da quella israelitica... quegli stessi dirigenti israeliani che
    avrebbero voluto includere nel loro Stato, oltre all'intera Palestina
    storica, anche porzioni di Libano, Giordania (allora denominata
    Transgiordania), Iraq, Siria, ed Egitto, per aumentare le proprie
    disponibilità idriche: intenzione evidente anche nelle bande della
    bandiera israeliana, che indicano i confini "relitti" che sarebbero
    dovuti essere d'Israele: dal Nilo all'Eufrate... Palese appare, inoltre,
    che le classi dirigenti di Tel Aviv, senza distinzioni di destra e di
    sinistra, abbiano cercato di ottenere il maggior numero di terre
    possibile col minor numero di arabi possibile: per questo avevano
    colonizzato e non annesso Cisgiordania e Striscia di Gaza, per questo
    avevano annesso Gerusalemme Est ed il Golan, nonostante annessioni e
    colonizzazioni siano illegali. Per questo, appare ancora evidente, sarà
    il ritorno dei profughi palestinesi (da tanti opinionisti conformisti,
    non a caso, avversato), a portare ad unico Stato di Palestina, nel quale
    ogni sua etnia possa vivere in una terra libera, laica, e veramente
    indipendente.

    Antonella Ricciardi
     
    "Palestina, una terra troppo promessa", è edito con la casa editrice Controcorrente; può essere richiesto pure direttamente a questo mio indirizzo di posta elettronica: ricciardi_antonella@yahoo.it .
    Il costo è di 10 euro, più le le spese di spedizione.
     
     

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