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    Cossiga e la velina

    di Punto Zenith on Luglio 18,2008

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    Speciale storia nascosta

    Cossiga e la velina terrore sui treni

    Nel passato mese di giugno i pubblici ministeri Maria Monteleone ed Erminio Amelio hanno riaperto l'inchiesta sulla strage di Ustica.

    Il provvedimento ha fatto seguito alle dichiarazioni piu' volte rilasciate dall'ex Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, e ribadite piu' volte nel corso di questi ultimi mesi. Cossiga ha affermato che il DC-9 dell'Itavia fu abbattuto, il 27 Giugno 1989, da un missile "a risonanza" e non ad "impatto", lanciato da un aereo della marina militare francese . Ha aggiunto che fu informato, unitamente all'allora segretario alla presidenza Giuliano Amato, dai servizi segreti italiani.

    Sempre Cossiga ha dichiarato che la strage di Bologna fu "un incidente della resistenza palestinese".

    Sono trascorsi molti anni dalle due stragi e solo recentemente "l'emerito" presidente sente il bisogno di rivelare fatti e notizie che se riferiti all'epoca dei sanguinosi avvenimenti avrebbero potuto contribuire non poco a stabilire verita' e dare giustizia alle vittime ed evitare lutti e sofferenze ai tanti accusati ingiustamente e spregiudicatamente.

    Non si puo' dimenticare che, a soltanto poche ore dalla strage di Bologna, questo stesso personaggio, allora primo ministro, accuso' i fascisti dando il via a quella liberticida ed indiscriminata caccia all'uomo che procuro' disdoro e sofferenze a tanti innocenti.

    Nel processo per la strage di Bologna che si tenne in quella citta nel '87-'88, gli avvocati Menicacci e Pisauro tentarono piu' volte di dimostrare una possinbile connessione tra Ustica e la strage alla stazione.

    Sia l'accusa che le parti civili stigmatizzarono questo tentativo come espediente per sviare il dibattimento dalle
    responsabilita' pregiudiziali che volevano ad ogni costo i fascisti come colpevoli del feroce delitto.

    Non ci fu spazio per approfondire una tesi che poi, fuori dalle aule di giustizia, verra' gridata da piu' parti negli anni seguenti. La responsabilita' di Cossiga sulla responsabilita' dei Francesi per Ustica, ripropone quella intuizione e trova conferma indiretta in un episodio che risulta agli atti processuali.

    Vediamo quali.

    Il 9/01/1981 (a soli sette mesi dall'abbattimento del DC-9 Itavia e sei dalla strage alla stazione) arrivarono all'aeroporto di Ciampino dalla Francia, dove si erano incontrati con il capo dei servizi segreti francesi ammiraglio De Maranche, il generale Santovito (capo del SISMI), Pazienza (uomo dei servizi) e Leeden (consulente della CIA ed accreditato in Italia da Cossiga). I tre consegnano, attraverso Musumeci (vice di Santovito) al generale Notarnicola (capo divisione del SISMI) un appunto che descrive una operazione denominata "Terrore sui treni".

    La prima fase prevede un trasporto ferroviario di ordigni esplosivi per compiere attentati ad alcuni treni e tronchi
    ferroviari italiani. Quale organizzatore Delle Chiaie con francesi e tedeschi.

    A questo appunto ne seguono altri ed in uno si preannuncia il traasporto dell'esplosivo per il 13 gennaio a bordo di un treno in transito per una delle seguenti localita': Bologna, Forli', Ancona.
    Il 13/01/1981 viene rinvenuto l'esplosivo, strana coincidenza, a Bologna sul treno Taranto-Milano.

    Nella valigia vengono trovate armi, giornali stranieri, esplosivo, e biglietti di aereo.i In un'altra velina falsa si indichera' Vale come l'acquirente dei due biglietti.
    L'esplosivo trovato nella valigia sara' considerato da una perizia compatibile con quello usato nella strage di Bologna.

    E cosi' quella velina che gia' nell'ottanta indicava Delle Chiaie quale organizzatore della strage di Bologna con Hoffmann e Bragaglia trova la sua definitiva conferma.

    Soltanto nel 1984 il dottor Sica, in una inchiesta aperta a Roma, smaschera lo scellerato falso compiuto dai servizi
    dell'operazione "terrore sui treni" ottenendo dal maresciallo dei carabilieri di Vieste, Sanapo, un'ampia confessione.

    Sanapo, tra l'altro, riferira' che il colonnello Belmonte, (aiutante di Musumeci), gli disse: "...se ti dovessero chiedere cosa ricordavi del memoriale (prima informativa sulla strage - NdR) fissati in mente questi quattro punti e cioe' che in Italia per commettere l'attentato del 2 Agosto 1980 erano giunti quattro-cinque tedeschi del gruppo Hoffmann a bordo di due camper fatti venire da Delle Chiaie e da un eversivo di destra romano a nome Bragaglia e che la fonte gli aveva fornito la notizia dell'operazione terrore sui treni e, per questo, aveva preteso 300 milioni...".


    Va detto anche che a Rimini, sullo stesso treno sul quale venne rinvenuta la valigia con l'esplosivo, fu fermato un ufficiale dei servizi, rilasciato per il tempestivo intervento del generale Notarnicola, lo stesso che ricevette la falsa velina all'aeroporto di Ciampino.

    Notarnicola al processo di Bologna si giustifichera' dicendo che l'agente fermato "era completamente estraneo". Una domanda sorge spontanea: perche' Notarnicola afferma che l'uomo dei servizi era estraneo all'operazione "terrore sui treni" quando in quel momento non avrebbe dovuto avere dubbi sulla responsabilita' dei fascisti indicati come unici organizzatori nella velina a lui consegnata?

    Nel corso del processo di Bologna per la strage lo stesso generale Notarnicola, il 14/10/1987, rese ampia testimonianza sui fatti.


    Ascoltiamo alcune parti di quella deposizione e le risposte date alla corte a seguito delle domande dell'avvocato Menicacci.


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