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    Da Publicondor 31/95 -n.2

    di Punto Zenith on Novembre 13,2009

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    Il breve accenno fatto sulla militanza del Salvini non vuole rialzare, strumentalmente, barriere o alimentare contrapposizioni ormai relegate in un lontano passato. Intende, invece, sottoporre alla riflessione di tutti una questione di carattere preliminare: ha questo magistrato la "serenità" per vagliare con obbiettività l'operato di chi fu suo nemico politico? Un magIstrato che fu, comunque, chiamato a rispondere di apologia del reato di omicidio, possiede l'autorità morale per giudicare? E' vero che fu assolto, ma è proprio lui a prediligere quella logica che porta implicitamente a considerare le assoluzioni come non dimostrative di una definitiva innocenza.

    Né contribuisce a tranquillizzarci quanto riportato nella sentenza ordinanza dove lo stesso giudice afferma che il suo lavoro costituisce  "una sorta di risarcimento storico tributato alla verità ... ".  Ma è forse questo il compito di un magistrato che, come vedremo, è divenuto di fatto giudice e parte nel processo? E' proprio questa tendenza che porta all'uso della giurisdizione come strumento di lotta politica. E' questa presunzione di preferire la "via storica" a quella giudiziaria che genera preconcetti e tesi faziose. Falsificando, in questo modo, la storia. Riproponendo all'infinito vecchi teooremi spacciati per nuovi. Non importa, poi, se gli imputati saranno assolti: ciò che importa è, appunto, affermare la loro responsabilità "politica' amplificata da compiacenti pennivendoli.

    Su un precedente numero dI PubliCondor, addebitavamo la crisi della giustizia, tra l'altro, a due fattori nel tempo sovrappostisi: la forma mentis dell'emergenza, scaturita dalla legislazione speciale, fatta propria dai giovani magistrati; l'ingresso nella magistratura di elementi della sinistra extraparlamentare, permeati di odio ideologico e portatori di ncostruzioni storico-politiche elucubrate, già molti anni prima, nelle organizzazioni dalle quali provenivano. A questi mali deve essere aggiunta la scarsa preparazione professionale di alcuni dì essi. Per questo ultimo limite, nel caso trattato, si è già espressa chiaramente la Procura milanese. A noi resta da dimostrare la infondatezza delle tesi di Salvini sugli ex militanti di Avanguardia Nazionale ed indicare le anomalie che hanno accompagnato gli atti compiuti dal giudice.

    L'inchiesta Salvini trova le sue origini nel procedimento iniziato nel 1984 dal sostituto procuratore Maria Luisa Dameno, su fatti relativi al gruppo "La Fenice" di Milano. Il sostituto, trasferito ad altro ufficio, disponeva con nota del 15/07/1988 la formalizzazione dell'istruttoria e passava il fascicolo all'Istruzione. Nel settembre del 1992 fu recapitato al Delle Chiaie un mandato di comparizione quale imputato di banda armata. Interrogato il 18/09/1992, Delle Chiaie respingeva l'accusa. Durante l'audizione, presente anche il giudice Zorzi di Brescia, si toccarono differenti temi. I due giudici mostrarono di essere convinti dell'estraneità di Avanguardia Nazionale dalla strategia stragista. Nessun altro addebito fu contestato.

    Nello stesso periodo giungevano altri mandati di comparizione a Roberto Palotto e Fausto Fabbruzzi. Il primo accusato di un presunto trasporto di armi dalla Grecia, il secondo come facente parte di una supposta struttura "coperta" di Avanguardia Nazionale (del tipo del servizio d'ordine di Lotta Continua, considerata nel corso del processo Sofri come il settore militare dell' organizzazioone). Fabbruzzi finirà poi per essere, sempre per Salvini, il "misterioso personaggio" presente alla riunione di Padova del 18/04/1969 (prima fu indicato Rauti, poi Delle Chiaie. D'Ambrosio sin dal '74 escluse la presenza dei due ed ecco ... Salvini, indicato da molti come il continuatore dell' opera di D'Ambrosio, ritornare all'indietro di venti anni). Il 9/12/1993 secondo mandato di comparizione a Delle Chiaie  per il 17/12/1993. Questa volta i capi di accusa sono gli articoli 110 e 431 Cp - 2 e 4 legge 2/10/1967. Delle Chiaie non risponde all'invito e, tramite fax, chiede di essere sottoposto a confronto con i suoi accusatori. La richiesta non è accolta.
     

     

     
     

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