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    Da Publicondor 34/95 -n. 5

    di Punto Zenith on Novembre 16,2009

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    Salvini dal luglio 1988 si trasforma in un ricostruttore "storico". Il nostro, da quel momento, si dedica a tempo pieno in una indagine, sulla cosiddetta "eversione nera", che lentamente si amplia fino ad abbracciare un periodo che va dagli anni '60 alla metà degli anni '70. Includendo fatti sui quali non aveva giurisdizione o facoltà di procedere con il vecchio rito. Le tecniche inquisitorie utilizzate sono le stesse usate, prima di lui, da altri giudici teorematici che rappresentano la punta avanzata di quello schieramento vetero-leninista attIvo nella magistratura. Un fronte che predìlige, in ossequio alla propria memoria politica, la via "storica" a quella giudiziaria. Salvini, in un frenetico balletto di "ombre cinesi", mette insieme Cia, Nato, servizi italiani, logge massoniche, 'ndrangheta, mafia ed ancora Gladio l e Gladio 2. Tutti strettamente legati ed intrecciati con le solite diaboliche "trame nere".

    E da queste "trame" non poteva rimanere assente Avanguardia Nazionale. Nonostante tutte le indagini giudiziarie che hanno chiaramente stabilito l' infondatezza delle accuse di volta in volta "scaricate" su questo movimento. Malgrado la inequivocabile condanna da parte dei suoi militanti contro lo stragismo e qual si voglia contiguità con gli organismi dello Stato. Non doveva, non poteva mancare un ulteriore tentativo rancoroso e premeditato di coinvolgere, in qualche modo, la ex miliitanza di Avanguardia Nazionale. Alcuni passi della ordinanza di Salvini dimostrano l'inserimento strumentale ed estemporaneo di uomini di AN nel macchinoso teorema. E' sufficiente leggere attentamente il voluminoso fascicolo per convincersi di queste forzature. E per ovviare alla mancanza di riferimenti certi e di riscontri obbiettivi, si "resuscitano" i soliti. .. ricostruttori di complemento.

    Amos Spiazzi, ex colonnello dell' esercito, operante prima nel Sios e, poi, a stretto contatto con i servizi segreti. Nel processo per la strage alla stazione di Bologna, risultò come "collaboratore" di un sottufficiale del Sisde, tale Benfari alias Baroni, al quale consegnò una velina informativa che avrà la funzione di contribuire alla deviazione verso la "pista nera". Nell'inchiesta Salvini sostiene di aver diretto la "Legione di Verona" dei nuclei di difesa dello Stato (la cosiddetta "altra Gladio") che avrebbe operato tra il '68 ed il '73.

    Antonio La Bruna, operatore del Sid e collaboratore di Maletti, più volte incriminato e condannato per le sue attività di "barba finta" e di depistatore in nome e per conto degli apparati dello Stato. Oggi viene "riabilitato" da Salvini che lo definisce "abile agente" costretto, nello studio di AndreottI, a manomettere le bobine su cui aveva registrato le confidenze di molti dei "congiurati" del golpe Borghese. Tacendo, il giudice, che nello stesso studio furono portate tre inchieste diverse (golpe Borghese - Rosa dei venti - complotto Pacciardi-Ricci etc.) le quali furono "mischiate" proprio per far scomparire, sotto le "piste nere", quelle bianchissime dei fatti successivi al 1970.

    Marco Affatigato, sedicente "terrorista nero" al soldo dei servizi italiani e francesi. Mittente di un famoso telegramma di ringraziamento al Presidente Pertini durante la "latitanza" a Nizza. Recentemente arrestato per traffico di armi.

    Gaetano Orlando, esponente del Mar e braccio destro di Fumagalli. Mentre era latitante, fu interrogato da alcuni camerati in Spagna ai quali rilasciò dichiarazioni sull'attività del suo gruppo di appartenenza. Rientrato in Italia si rende disponibile a ricostruire il suo percorso politico, sostenendo di non essere stato un "eversore" ma un collaboratore esterno degli apparati statali  "in quanto il Mar aveva un rapporto organico con l'esercito e i carabinieri in funzione anticomunista ". Versione non esattamente uguale a quella del citato incontro spagnolo.

    Sergio Calore, pentito "storico dell'eversione di destra". Catturato nel dicembre 1979, iniziò la sua collaborazione nel 1982. E' stato più volte definito un collaboratore ad "alta credibilità" anche se le sue dichiarazioni sono state disattese in quasi tutti i processi che lo hanno visto "protagonista".

    Angelo Izzo, massacratore del Circeo, iniziò la sua carriera di collaboratore nel 1984.
    Millantando una inesistente pregressa militanza nell'area nazional-rivoluzionaria, ha cercato di inserirsi in tutti i processi che hanno interessato il "terrorismo nero". A suo dire sarebbe stato il confidente di gran parte dei personaggi d'area incontrati nelle carceri italiane. Pur essendo stato considerato inattendìbile, denunciato dal giudice Falcone e condannato a quattro anni per calunnia nell' aprile '95 nel procedimento dell' omicidio di Lima, è riuscito a godere, da ergastolano, di numerosi permessi "premio". Durante uno di questi, settembre 1993, si diede ad una sospetta latiitanza definita, dal giudice Salvini, "abbastanza sconsiderata" (sic). Venne, qualche tempo dopo, rintracciato in Francia e manifestò da subito "la volontà di completare senza ormai più alcuna reticenza le dichiarazioni già rese negli anni precedenti " inventando demenzialmente la struttura "eversiva" da lui definita "le uova del drago" (già questa dicitura doveva essere sufficiente a smentirlo dal momento che, nell'area, sarebbe divenuta soltanto una calamita di lazzi e battute poco edificanti).

    Vincenzo Vinciguerra che, da anni, sostiene di essere stato ingannato dai suoi vecchi camerati ordinovisti che avrebbero rappresentato il braccio armato dei servizi segreti operanti per fermare il comunismo. Nel 1984 confessa l'attentato di Peteano affermando di riconoscerne la responsabilità per dimostrare, con maggiore credibilità, l' estraneità di AN dalle stragi. In realtà l'assunzione di colpa fu dovuta principalmente alla volontà di evitare il coinvolgimento di altra persona nel fatto. Con il tempo, sopratutto a causa di un ingiustificato ma individuabile risentimento personale, rileggerà gli avvenimenti del passato in una nuova ottica esprimendo, su AvanguardIa Nazionale, deduzioni ed accuse. Egli afferma: "Tratte le mie conclusioni finali sulla consapevolezza con la quale AN aveva operato nell' ottica della guerra politica anticomunista in collaborazione degli apparati di Stato, non ho avuto difficoltà ad illuminare certi punti dell'azione di Avanguardia anche su un piano giudiziario ... " (Sentenza-ordinanza Grassi pag. 92). Il 29 gennaio 1985, al giudice Casson, aveva invece dichiarato: " ... escludo compromissioni ed implicazioni del gruppo di AN in tali prospettive e quindi nello stragismo ... ". Vinciguerra è considerato dall'inquisitore come uno tra i princIpali supporti teorici (perché di teorie tratta) della tesi di una struttura organizzata a tre livelli: il primo, quello operativo, sarebbe stato costituito da "stay behind"; il secondo, disinformativo, dalla fantomatica agenzia "Aginter Press"; il terzo da un settore occulto. Fin qui i ricostruttori più utili al teorema Salvini. Sui quali torneremo per tracciare di ciascuno di essi una breve e puntuale storia personale.
     

     

     


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