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    Da Publicondor 05/96 -n.9

    di Punto Zenith on Novembre 16,2009

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    Si è già detto di notizie divulgate dalla stampa, nell' inverno del 1991, sull' Ordinanza del 22/03/1995.  Facciamo ora un salto temporale ed occupiamoci delle "fughe" del 1994. I numerosi riferimenti all'inchiesta non possono che essere stati attinti, per la loro esattezza, dagli stessi atti processuali, a quel momento ancora protetti dal segreto istruttorio. L'11  dicembre 1994, vigente una ulteriore richiesta di proroga, il Corriere della Sera, in un articolo di Gianluca Di Feo, diceva: " ... E la strage? Il Sid cinque giorni dopo l'esplosione scrisse in una informativa che il mandante era "  l'anarchico" Guerin Serac, gli esecutori Il gruppo "maoista" di Delle Chiaie. Nonostante gli errori nella matrice politica, la pista era fondata. Ma nessuno la seguì fino al 1974, quando però intervenne la Cassazione, scippando il processo a Gerardo D' Ambrosio ... In pratica, secondo Vinciguerra esistevano tre livelli segreti, che facevano capo all'Alleanza Atlantica. Uno di natura militare "ufficiale" era la rete Stay Behind, chiamata Gladio nel nostro Paese. L'altro sarebbe stata la creatura di Serac, incaricato delle operazioni più sporche: disinformazione e guerra non convenzionale ... gli ordini per Serac sarebbero arrivati direttamente dagli agenti della Cia, come il celebre "Castor" ossia John Jay Salby. E dall' Aginter Press dipendevano i gruppi nazionali come quello di Delle Chiaie ... ".  In un riquadro dello stesso giornale si legge: " ... Dalle spedizioni anticomuniste in Salvador sino al putsch delle Azzorre, passando per le bombe in Europa .. ,".

    Vediamo, sul punto, come si esprime la Sentenza Ordinanza: " ... Dopo l'approfondimento delle attività milanesi del gruppo di Giancarlo Rognoni, la messa a fuoco dei contattI con il gruppo veneto ha permesso di raccogliere nuovi elementi sulla strage di Piazza Fontana e di fare emergere almeno le linee essenziali dell'operazione del 12 dicembre 1969 e l'esattezza della pista che era stata, oramai quasi venti anni prima, seguita dai giudici D'Ambrosio e Alessandrini ... (pag. 33).
    " ... Vinciguerra aveva indicato nell'americano Jay Simon Salby uno degli elementi operativi delll'organizzazione ... " (pag. 49)." ... il racconto di Vincenzo Vinciguerra ha permesso finalmente di far venire alla luce in modo netto una struttura di cui in passato molto si era parlato, pur senza ragggiungere elementi decisivi di chiarezza. Ci riferiamo alla centrale operativa di Guerin Serac, prima a Lisbona e poi a Madrid, ispiratrice di operazioni di destabilizzazione in Europa e in altre parti del Mondo ... " (pag. 34).

    E' superfluo sottolineare la capacità di "preveggenza" di questo giornalista su fatti che solamente tre mesi dopo saranno resi noti. Ci preme, pero', indicare alcune omissioni del giudice istruttore. Egli, come preannunciato dal quotidiano citato, elogia " l'esattezza della pista seguita da D'Ambrosio ed Alessandrini", ma dimentica di aggiungere che furono proprio questi due magistrati che, nel 1974, dopo approfondite indagini dimostrarono documentalmente il tentativo di deviare i sospetti verso Delle Chiaie e Merlino che nulla ebbero a che vedere con la criminale strage di Piazza Fontana. E partirono proprio da quella famosa "informativa del Sid" che viene invece nobilitata e riproposta come veritiera da Salvini. Né si precisa che le dichiarazioni di Vinciguerra nascono da una rilettura postuma di "comportamenti" che, al momento in cui furono vissuti, non avevano destato dubbi o maliziose intuizioni. E' lo stesso Vinciguerra a dirlo il 18/07/1990 al giudice istruttore di Bologna Grassi: " ... La mia azione in difesa di Avanguardia Nazionale è stata ritenuta nociva da Delle Chiaie e dalla stessa Avanguardia Nazionale, ed è per questo che i miei rapporti con Delle Chiaie sono cessati. E' possibile, sulla base dei comportamenti di Avanguardia Nazionale, anche quello che avevo sempre ritenuto impossibile ...". E poiché Vinciguerra è detenuto dal 1979, tralasciando il fatto che la sua motivazione è assolutamente parziale (ma ne riparleremo), si deve dedurre che l'impossibile diviene possibile come conseguenza di elaborazioni personali e non di fatti oggettivi.

    Tornando alla stampa nazionale, leggiamo cosa scriveva l'Avvenire sempre l'11 dicembre 1994: " ... Una strage, la prima strage (quella di Piazza Fontana n.d.r.) di una lunga serie. Oggi, esattamente dopo venticinque anni, la verità sta finalmente per essere scritta con nomi e cognomi: esecutori, mandanti, trame di servizi segreti italiani e stranieri ... Nel silenzio più assoluto il giudice istruttore milanese Guido Salvini è ormai giunto alla conclusione del suo enorme lavoro ... Si parla di 46 imputati, alcuni dei quali accusati di strage. E questa volta ci sarebbero prove complete, documentate. Ed anche dei pentiti "neri" e, a quanto sembra, anche un neofascista, ex agente della Cia ... Dunque le bombe di Piazza Fontana e quelle di Roma vennero messe dai fascisti, uomini di Ordine Nuovo ed Avanguardia Nazionale. Personaggi che, come ha documentato Salvini, avevano contatti, appoggi, armi ed esplosivi dai servizi segreti e dalle strutture riservate della Nato ... ".

    Anche qui è anticipato sostanzialmente l'impianto accusatorio della Sentenza Ordinanza. Infatti da questa si apprende che: " ... Infine sono state acquisite... grazie alla pur parziale collaborazione di Carlo Digiglio uomo legato a servizi segreti stranieri ..." (pag. 34-35), " ... secondo Vinciguerra, le due organizzazioni si erano suddivise Il compito di attuare gli attentati del 12/12/1969, Ordine Nuovo occupandosi di quelli in danno delle banche e Avanguardia Nazionale di quelle in danno dell'Altare della Patria ... " (pag. 352).

    " ... Dal Belgio Orlando aveva poi raggiunto la Spagna, ma durante la permanenza a Bruxelles aveva avuto addirittura accesso al palazzo della Nato ... il quadro di uno Stato parallelo in cui civili, carabinieri e militari italiani e militari americani risultano comunemente impegnati... nel progetto di creazione di uno Stato "forte" ... la cessione delle armi o la copertura dell acquisto di esse cessa di essere un reato se finalizzato a un determinato progetto politico antidemocratico ... " (pag. 225).

    Alle calunniose insinuazioni, come abbiamo piu' volte ripetuto, risponderemo singolarmente nei prossimi articoli. Qui ci interessa dimostrare come la stampa fosse a conoscenza gia' prima delle linee portanti del teorema accusatorio. Così come al corrente dell'identità dei personaggi presuntamente implicati. Alcuni dei quali, come Digiglio, Siciliano e Maggi, saranno all'origine della polemica tra Procure a partire dall' ottobre 1995. Circa un anno dopo che un altro articolo del Corriere della Sera, quello del 13 dicembre 1994, pubblicava: " ... La ricerca di quella verità, però, ora sembra finita. Il giudice Salvini ha chiesto una proroga di sei mesi all'inchiesta dopo le rivelazioni di Vincenzo Vinciguerra... Vinciguerra avrebbe indìcato i nomi degli esecutori materiali della strage ... Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi, Franco Freda, Massimiliano Fachini, Carlo Digiglio, Martino Siciliano ... ".

    Non può che stupire l'esattezza dell'elenco, a meno che non si voglia credere a particolari doti divinatorie dell'autore dell'articolo. Né le "fughe" termineranno. Molte altre si rincorreranno in epoca successiva: la storia di Digiglio, quella di Siciliano e del capitano Giraudo, la "trovata" del sosia di Valpreda (la Repubblica 12/04/1995), brani dei verbali di Digiglio (la Repubblica 12/11/1995).

    Va aggiunto che alcune notizie riferite dai cronisti non appaiono nella Sentenza Ordinanza del 20/03/1995. Ma non va dimenticato che ancora deve essere depositata quella conclusiva. E noi crediamo che lì ritroveremo le circostanze già apparse sulla stampa, ma ancora non ufficializzate. Sarà la riprova della "normalità" di un fenomeno che, come in altra parte detto, è divenuto un sistema immorale che genera un puntuale e incivile linciaggio.


     

     

     


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