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    Da Publicondor 16/96 -n.17

    di Punto Zenith on Gennaio 12,2010

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    Il 21 aprile del 1974, un movimento delle Forze Armate conquistò il potere in Portogallo abbattendo, con un fulmineo complotto, Caetano che aveva assunto la responsabilità del governo dopo la morte del Presidente Salazar. L'avvenimento sarà conosciuto come il "golpe de los claveles". Il nuovo governo militare, tra i primi provvedimenti, decise di costituire una "Commissione per lo smantellamento del fascismo". A dirigerla fu chiamato l'ufficiale di marina Costa Garcia, uomo di fiducia del neo-generale leninista De Carvalho, a sua volta nominato capo dei servizi segreti (De Carvalho, agli imzi degli anni '80, sarà incarcerato per atti di terrorismo). Nel maggio del 1974, gli ufficiali rivoltosi irruppero neglI uffici dell'Aginter Press di Guerin Serac che, intanto, aveva abbandonato il Portogallo per riparare in Spagna. Negli ambienti frequentati da rifugiati politici di differente nazionalità, incontrò Delle Chiaie, anche lui esule in terra iberica. Gli archivi dell' Aginter, sequestrati dagli uomini di De Carvalho, furono affidati alla "Commissione per lo smantellamento del fascismo". Nell'ottobre del 1974, questa Commissione permise agli inviati del settimanale L'Europeo, Incerti, Ottolenghi e Raffaeli, di visionare e fotografare i documenti dell'agenzia "smantellata ".

    I tre giornalisti pubblicarono un servizio affermando di aver trovato, tra i corrrispondenti dell' Aginter Press, i nomi di alcuni italiani (ma non quello di Delle Chiaie) ed uno scritto anonimo, titolato "la nostra azione politica". Del quale, chiarirono, si erano occupati di tradurre in italiano il testo originariamente in francese. Il contenuto del documento anonimo era chiaramente farneticante e si sovrapponeva, in modo sospetto, proprio a quelle tesi sulla strategia della tensione divulgate, in quel periodo, dall'antifascismo italico. Esso, infatti, diceva che era necessario cominciare col minare l' economia dello Stato per arrivare a creare la confusione in tutta la struttura legale; insisteva sulla distruzione delle strutture dello Stato "mascherata come azione dei comunisti e dei filocinesi"; parlava di infiltrazione, di pressioni psicologiche e di propaganda "massiccia ed intelligente". Non va sottovalutato che il documento in questione risultava, come già ricordato, anonimo e non era riconducibile a nessun altra corrispondenza presente nell'archivio di Aginter Press. Ed era stato dato, sempre a detta di Ottolenghi e compagni, "brevi manu" da appartenti alla "Commissione per lo smantellamento del fascismo" e non trasmesso per canali ufficiali alle autorità italiane.

    Perché, dunque, escludere l'ipotesi che fosse stato "costruito" proprio dalla stessa Commissione che, incaricata di "smantellare" il fascismo in Portogallo, non poteva che condividere gli interessi di chi, in Italia, perseguiva il medesimo scopo? Non era già apparso, nel dicembre 1969, sul The Observator di Londra, un altro documento simile, poi dimostratosi falso? Una cosa, comunque, è certa: quel documento non aveva nulla a che vedere con Delle Chiaie ed Avanguardia Nazionale. E, per essere anonimo, non poteva avere un utilizzo giudiziario. Anche la sentenza del 1981 concluse, sulla questione, in tal senso.

    Inoltre, già prima dI questo "ritrovamento", gli approfondimenti del giudice istruttore di Milano  avevano permesso di acquisire elementi che indicavano l'agenzia di stampa come fiancheggiatrice del gruppo politico Ordre et Tradition. Aveva anche, quel magistrato che discolpò Delle Chiaie ed AvanguardIa Nazionale, individuato le caratteristiche e le attività dell' Aginter. Con nota del 10/12/1973 e con il rapporto 224-29851 del 20/12/1973, la direzione generale di pubblica sicurezza aveva informato l'inquirente che: Ordre e Tradition era stato costituito a Lisbona da elementi portoghesi e stranieri residenti in Portogallo; il gruppo si proponeva una "lotta attiva contro il comunismo internazionale"; tra gli esponenti risultavano Guy De Costera e Guerin Serac; l'azione dell'organizzazione si svolgeva in tre distinte direzioni: scambiava informazioni giornalistiche con qualsiasi formazione straniera di tendenza anticomunista; raccoglieva informazioni sulla penetrazione comunista; agiva con l'azione armata, affidata ad una organizzazione militare clandestina, denominata "Presenza Occidentale", nata a Joannesburg ed impIegata per proteggere la presenza bianca in Africa. Il rapporto del 20/12/1973 accennava anche ad un viaggio di Serac in Italia nel 1967 ed ai suoi incontri con cittadini italiani.

    Dunque, in sostanza, nulla aveva aggiunto la spedizione del giornalisti dell 'Europeo a quello che il giudice Istruttore dI MIlano gia conosceva. Malgrado tutto questo, passa qualche anno ed ecco nuovamente ripescati argomenti in precedenza ampiamente trattati.

    Come si dice, in mancanza di meglio ci si attacca a tutto. Ed è quello che fa il giudice Istruttore di Catanzaro, dottor Le Donne, con l'aiuto dell' avvocato Azzariti Bova, gIà appartenente a Democrazia Nazionale (gruppo scissosi dal MSI Destra Nazionale tra il '78-79). Costui, l'1/10/1981, presentava formare denuncia con la quale si chiedeva espressamente che si procedesse contro Delle Chiaie. Prendeva, così, l'avvio la quarta istruttoria (la seconda del giudice istruttore di Catanzaro) per i fatti di Piazza Fontana. Uno degli obbiettivi principali di questa istruttoria fu proprio quello di ricercare la prova di un collegamento, prima del settanta, tra Serac e Delle Chiaie, partendo, contro ogni norma del diritto, anche da quel documento anonimo. Il 6/03/1982, il giudice Istruttore richiedeva alle competenti autorità portoghesi di voler trasmettere quei documenti dell' Aginter Press, da cui potessero risultare rapporti tra Guerin Serac e Stefano Delle Chiaie e tra Ordre e Tradition ed i movimenti politici dell'estrema destra italiana. Il 04/11/1983, nei locali della polizia giudiziaria portoghese, fu sentito il comandante Costa Correira, al quale era passato in custodia il materiale d'archivio appartenente a Guerin Serac. Il 13/02/1984, la Commissione di soppressione dell'ex Pide (sigla, questa, del servizio segreto al tempo di Salazar) trasmetteva 19 fotocopie di documenti (senza il famoso "anonimo") ed una nota con la quale il succitato Organismo comunicava che "nell'archivio dell'agenzia di stampa non era stato trovato nulla che comprovasse un collegamento con Delle Chiaie ed Avanguardia Nazionale".

    Quindi, né gli inviati dell'Europeo né i responsabili della Commissione antifascista portoghese avevano potuto indicare un qualsiasi pur minimo elemento che stabilisse una verità diversa da quella dichiarata da Delle Chiaie.

    Ma le risultanze contrarie non bastarono per scoraggiare l'accusa. Il giudice istruttore Le Donne non rinunciò a riproporre, nella Sentenza Ordinanza di rinvio a giudizio, la figura del Serac ed il testo del documento anonimo, arrivando al punto di spiegare questa decisione con l'insinuazione di una scarsa collaborazione da parte delle autorità portoghesi. Sottacendo che quella Commissione, che in Sentenza evitava di citare con la sua completa dicitura, era stata incaricata di "smantellare iÌ fascismo". E, pertanto, se avesse posseduto un solo indizio contro Delle Chiaie non avrebbe certo trascurato di comunicarlo. Nella stessa Sentenza Ordinanza, poi, veniva utilizzato un altro anonimo escluso, in quanto tale, dalle precedenti Sentenze: quella velina del 16/12/1969, corretta il 17 /12/1969 e della quale, malgrado numerosissime ricerche, non si riuscirà mai ad individuarne l'autore o gli autori. Queste le premesse dalle quali prendeva l'avvio, il 26/10/1987, l'ultimo processo per i fatti di Piazza Fontana.


     

     


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